La Turchia blocca l'accesso ai siti gay

La Turchia blocca l'accesso ai siti gay La Turchia, da sempre per nulla gay-friendly, ha bloccato due dei più importanti siti web Lgbt. Chi tenta di entrare nei siti in questione (da noi visibili) vedrà comparire sul proprio schermo la scritta che avverte del divieto da parte della Telecommunication Directorate. Gli amministratori del sito, che ribadiscono di non aver mai inserito materiale pornografico o criminale, sono sotto accusa per induzione alla prostituzione.

La Turchia aveva già bannato YouTube circa un anno fa e anche Farmville, un'applicazione di Facebook, vietata perchè istiga al gioco d'azzardo come ideologia. Nel 2007 è stata approvata la legge che vieta qualsiasi materiale porno od osceno sul web. I siti sono stati bloccati il 2 ottobre, impedendone l'accesso agli oltre 225.000 utenti.

Ismael Alacaoglu, coordinatore di un importante gruppo gay, ha dichiarato al The Nation:

"Questi siti sono principalmente usati per conoscere altre persone ed essere al passo con le notizie del mondo omosessuale. Siamo sconvolti dal fatto che siano stati bloccati. E' pura violenza contro la libertà d'espressione. Ci sono già pochi posti in Turchia per incontrare gay dal vivo, questi due siti potevano essere d'aiuto."

Ma la Telecommunication Directorate è irremovibile dalla propria posizione:

"Se il soggetto costituisce un crimine bisogna intraprendere misure particolari per proteggere le persone, i minorenni e le famiglie da questi contenuti negativi"

E se questa la chiamano protezione... a me ricorda più una dittatura...

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