La "Cattiva vita" di Frédéric Mitterrand


Strano caso e strana politica quando sbucano, non per caso, dai remoti vicende che non dovrebbero più appassionare nessuno e tanto meno scandalizzare. Se poi, materia degli attacchi, sono cose dette dall'interessato, scritte in un libro nel remoto 2005, allora tutto ha un sapore di fiele politico. L'interessato alla vicenda, che sta creando bufera in Francia, non è un uomo qualsiasi. Frédéric Mitterrand è una persona colta, tanto che fino a quando non è stato chiamato dall'Eliseo per diventare ministro, dirigeva a Roma l'Accademia Francese. E' scrittore, amante e conoscitore dell'arte, cineasta e regista. E ancora tante altre cose. Ed è nipote del compianto Francois Mitterrand.

Nel 2005, appunto, pubblica "La mauvaise vie", una certa biografia dove narra la propria omosessualità, mai tenuta nascosta, e qualche vicenda, magari un tantino marachellosa, sulle sue esperienze sessuali in Thailandia. Ora che è diventato ministro della cultura del governo di Sarkozy, qualcuno dell'estrema destra che è riuscito a trascinare in questa polemica anche qualcuno di sinistra, è andato a rileggeri passi de libro e ha sentenziato che Mitterrand facesse turismo sessuale e, ancor peggio si fosse lasciato andare al grave peccato di pedofilia.

Che sia vero o falso, a chi lo accusa, poco importa se non scalfire la compagine governativa tanto da far scendere in campo lo stesso presidente della repubblica, prima che quella polemica diventi pericolosa non solo all'interessato. Lui, l'accusato, ieri è andato in tv a difendersi; "Si trattava di uomini della mia stessa età o cinque anni di meno", dice.

Quel che potrebbe essere di pentimento per Mitterrand è quell'andare in un Paese dove il turismo sessuale miscela le migliori ose e le peggiori cose; dove spesso si andava e si va non a scopi culturali ma per saziare le libido, anche quelle più misere e proibite.
Nessuno potrà mai dire se il neo ministro della cultura, abbia o meno varcato la soglia della decenza e del rispetto verso i minori; e se lui stesso, ma non è la prima volta, afferma che a pedofilia non fa parte del suo vocabolario, non abbiamo alcuna ragione per non credergli. Per i ruoli pubblici e culturali che Frédéric Mitterrand ha ricoperto negli anni, gli va riconosciuta dignità. Senza contare che non è la prima volta che viene attaccato sulla sua libera condizione sessuale. Spesso a qualcuno non fa piacere l'omosessualità di altri.

Foto/ Nathalie Kosciusko-Morizet

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