La Corte Europea ribadisce: licenziato chi giustifica l'omofobia con il credo religioso

Non saranno reintegrati i due impiegati che, per motivi di fede, non fornivano servizi agli omosessuali nel Regno Unito.

La Corte Europea ribadisce: licenziato chi giustifica l'omofobia con il credo religioso

Lillian Ladele e Gary McFarlene, nel Regno Unito, avevano scelto coscientemente di non offrire il proprio servizio alle coppie omosessuali, la prima si occupava di registrazione del matrimonio e il secondo di terapia di coppia. Ne avevano fatto "una questione di fede", ma la loro condotta creava evidenti disagi per gli utenti e inadempienze professionali, che ne hanno causato, in breve, il licenziamento.

Si erano appellati - in secondo grado, già a gennaio la loro richiesta era stata rigettata - alla Corte Europea di Strasburgo, percependosi vittime di una "discriminazione al contrario", ma hanno perso definitivamente, perché l'appartenenza religiosa non basta, e non può, giustificarli.

La sentenza ha lasciato soddisfatti quelli della National Secular Society, l'organizzazione britannica che lavora da anni esclusivamente in direzione di una società laica, che ha fatto sapere attraverso attraverso il suo direttore Keith Porteous:

L’Alta Corte europea si è saggiamente allineata alle decisioni prese da numerose Corti minori, rigettando dunque i tentativi di abbattere la legge dell’eguaglianza per motivi di coscienza religiosa. Il Regno Unito ha norme molto inclusive e comprendono tutele per i credenti.

Via | After Santana

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