Massimo Ciancimino: per la mafia la cultura è da gay

Massimo Ciancimino: per la mafia la cultura è gayMassimo Ciancimino, figlio di Vito – ex sindaco di Palermo definito dai giudici “la più esplicita infiltrazione della mafia nell'amministrazione pubblica” – ha affermato che per la mafia il mondo della cultura e del cinema è considerato un mondo gay evidenziando che l'importante, comunque, è fare salva la faccia:

“Si diceva che il figlio di Michele Greco [capo di Cosa Nostra prima di Riina, ndr] fosse gay perché faceva il regista. Per la mafia quello della cultura e del cinema è un mondo di gay, per usare un eufemismo. Il problema è che l'ingiuria –nelle lotte tra famiglie – danneggia. Cosa Nostra si chiama 'famiglia Cosa Nostra' e uscire dai canoni è difficile. Se il divorzio viene visto male, figuriamoci l'omosessualità. Tutto quello che è di facciata va salvaguardato, anche se poi, sotto sotto, avviene tutto e il contrario di tutto”.

Se da un lato Massimo Ciancimino non dice nulla di nuovo, dall'altro è triste considerare come in diversi ambienti non solo l'omosessualità è vista con crudeltà, ma anche come la cultura in genere sia considerata come appannaggio dei deboli (o di quelli che tali sono considerati dalla fazione dominante).

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