Aggressioni ai gay. Perdonare o no?


Quando il nemico appare dal buio e colpisce un altro essere umano ci si chiede se quel gesto sta imbarbarendo la società o è semplicemente il gesto dissennato di chiara marca delinquenziale. Quando questo nemico, che si fa nemico per caso ma anche per volontà, colpisce un omosessuale, fende una lama nell'addome e lascia il gay esanime sul suolo, una volta individuato, esiste ancora la voglia e volontà di perdono, o va assolutamente destinato al castigo carcerrio?

Dino, il giovane gay accoltellato lo scorso 22 agosto a Roma davanti al Gay Village, oggi, nella sede di Arcigay Roma, ha fatto sentire tutta la sua rabbia e anche la paura per quanto gli è capitato. Ma di fronte a quello che ha dovuto passare, la pietà è passata in secondo piano:

''Io e Giuseppe - dice - ci stavamo baciando. E' possibile essere accoltellati per questo? Per 'Svastichella' non deve esserci nessun tipo di sconto: deve scontare gli anni in galera o in un istituto psichiatrico per quello che ha fatto''.

Dino, racconta quel che è successo quella sera, quando 'Svatichella' davanti ad un bacio gay, disse se quell'affetto non fosse vergognoso. La risposta di Dino fu la più semplice e normale: "perchè, cosa faccio di male?". Poi, senza alcuna ragione, Dino viene aggredito alle spalle con una botta in testa e una coltellata all'addome.
Dino, che adesso ha una cicatrice sull'addome dovuta all'operazione, una taglio sul fianco per la coltellata e altri quattro tagli dovuti al drenaggio delle ferite, ha anche qualcosa di più profondo e non meno doloroo del dolore fisio che ha dovuto opportare: la paura per se stesso e la paura che un fatto simile possa nuovamente capitare, anche agli altri. Dice di non voler perdonare e chiede per l'aggressore il giusto castigo.
Forse questo sarà un ottimo deterrente per altri che pensano di poter aggredire impunemente omosessuali e transessuali; oppure non porterà che alla condanna solitaria dell'aggressore e questo non frenerà l'omofobia di altri. Chissà!
Al di là della vicenda che ognuno può giudicare, la sofferenza di Dino e di altri gay e transessuali aggrediti in questi ultimi tempi, non ci dovrebbe lasciare indifferenti. Magari cominciando a partecipare alla manifestazione di Roma di sabatao: Uguali.

Foto/Ninolo

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