Klossowski e Bene in mostra a Venezia

C'è tempo fino al 26 marzo per visitare la mostra "Pierre Klossowski. Il Bafometto", presso la Galleria di piazza San Marco a Venezia, organizzata dalla Fondazione Bevilacqua La Masa.

E' un'occasione per approfondire la conoscenza di un importante intellettuale francese, vissuta con intensità a cavallo delle due guerre mondiali, accanto a personaggi come il pittore Jean Cocteau, Max Jacob, Herman Hesse, Maurice Merleau Ponty, Georges Bataille, Jacques Lacane i surrealisti André Breton, André Masson, Paul Eluard, Simone Weil e Dora Maar. Tra religione ed esoterismo, sadismo e teologia, Klossowski inizia ad esporre pubblicamente negli anni Sessanta.

E' nel 1965 che pubblica "Le Baphomet", testo misterioso e cupo, dedicato a Michel Foucault con una prefazione dello stesso. Per ben due volte Klossoski ne proverà a realizzare una versione teatrale, senza mai riuscirci. I disegni esposti a Venezia si riferiscono a queste rileborazioni dell'opera per il teatro, frutto dell'amicizia con Carmelo Bene. Lo spunto dei disegni fu la Biennale Teatro del 1989.

Il comunicato stampa della mostra spiega:

Afflato mistico e religioso, paura dell’omosessualità, del desiderio erotico perverso; omaggi a Sade e a Foucault, due diversi maestri della liberazione dal potere e dalle sue catene; gioventù e suicidio…questi e altri temi scandalosi sono al centro della mostra.
Il soggetto attorno a cui si svolgono i grandi cartoni a matita, infatti, in cui le figure hanno quasi sempre dimensione reale, è quello di un giovane attraente, un efebo vestito alla medievale – la vicenda è ambientata nel Medioevo più oscuro come metafora dell’inconscio e del represso. Il giovane è continuamente preda dei Templari medesimi, che lo adorano ma al contempo lo torturano e lo inducono all’impiccagione. A ispirarli è Bafometto, il loro idolo e la divinità delle streghe, il centro del Sabbat. Il nome è composto di tre abbreviazioni, che insieme significano “Il padre del tempio della pace universale tra gli uomini”.
Attraverso questa vicenda torbida, in cui l’oscuro serve a portare alla luce ciò che è nascosto, il Bafometto ci mostra tutta la nostra capacità di ricerca spirituale da un lato e di ribellione dall’altro, in perfetta coerenza con la vita dell’autore.

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