Le associazioni lgbt tiepide sul testo anti-omofobia

Paola Concia ha svolto un lavoro eccellente in commissione Giustizia alla Camera, ottenendo il sì di Pdl, Pd e Lega a un testo di compromesso, che non introduce il reato di omofobia, ma prende in considerazione l'omofobia come circostanza aggravante per alcuni reati.

Su questo testo edulcorato e ridotto - ma pur sempre, per alcuni, un primo passo - hanno detto sì in commissione (attenti!) insieme al Pd anche il Pdl e la Lega. L'Udc si è opposta perché è contraria a qualsiasi forma di intervento contro l'omofobia e l'Idv ha detto no, perché questa risposta ai reati di omofobia è "troppo flebile". Anche le associazioni lgbt italiane sono intervenute a commento.

Sia Arcigay sia il Mario Mieli ringraziano Paola Concia per il suo impegno, ma non esultano. Entrambe le associazioni ricordano che la posizione del movimento lgbt italiano è univoca: l'estensione della legge Mancino (contro il razzismo) anche ai reati motivati dall'odio omofobico. Ciò che chiede l'Idv e che chiedeva il primo progetto firmato da Paola Concia.

Arcigay si riserva di valutare il testo e sottolinea comunque che sarà molto difficile ottenere anche in Aula il voto di Pdl e Lega, come invece è avvenuto in commissione. Il Mario Mieli, invece, denuncia che dal testo è stata escluso ogni riferimento alla transfobia: così com'è il testo è giudicato "inaccettabile".

Resta da vedere in effetti se i parlamentari della destra voteranno davvero questo testo di compromesso o se, ancora una volta, non basterà un compromesso al ribasso per ottenere qualcosa.

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