Anna Paola Concia: Su alcuni diritti meglio Casa Pound del Pd


E così pare gettata alle ortiche l'idea quasi dogmatica che la destra italiana, senza se e senza ma, debba essere assolutisticamente contraria agli omosessuali e ai suoi diritti. La roccaforte più nera di Roma, Casa Pound, l'altra sera ha avuto come ospite d'onore la deputata Pd, Anna Paola Concia, con cui ha discuso temi cari ai movimenti glbtq. Dicono che neppure Marcello Dell'Utri abbia avuto così tanta accoglienza quando si recò nella sede dei "neri" per la lettura di alcune lettere inedite di Mussolini. Gianluca Iannone, capo carismatico di Casa Pound ha accolto con piacere la Concia e ha fatto gli onori di casa presentando alla deputata dichiaratamente lesbica un documento, rivoluzionario per quella parte politica.

Toccando quai subito il tema sulle coppie di fatto e la richieta di una legge che ne garantisca diritti e doveri, Iannone non è stato a tergiversare: «Non vediamo un problema nel fatto che tali unioni abbiano un riconoscimento di tipo civile e amministrativo con l'attribuzione di determinati diritti e doveri alla coppia», ha sentenziato, con buona pace anche del sindaco Alemanno che, in occasione della fiaccolata di Roma del 24 settembre, aveva pregato gli organizzatori di non far partecipare i membri di Casa Pound.

Ora pare che questa destra voglia non solo dialogare con le nostre comunità, ma si professano seri assertori per una legge di diritto che riguarda le coppie di fatto omosessuali. Iannone, però, ha voluto precisare come u un punto non si trovano d'accordo: l'adozione a singoli omosessuali ma anche alle realtà omoparentali presenti nel nostro territorio. Facile vedere la Concia gongolante che dichiara: «Questo documento potrebbe benissimo essere una mozione congressuale del Pd. Diciamo pure che è più avanti di quella di Bersani. Con le vostre proposte avete aperto un varco. Ora mi aspetto dei gesti politici coerenti».

a risponderle è un militante di Blocco Studentesco: «Non siamo omofobi né razzisti. Non siamo mai stati condannati né indagati per reati legati alla discriminazione sessuale, razziale o religiosa. Non siamo il Ku Klux Klan. E il suo collega Touadi è lo zio di un ex militante del Blocco».
Tutti contenti? Calma, calma. Intanto, come dice la Concia bisogna vedere se le buone intenzioni diventeranno anche ottime azioni; quando si parla di politica le strumentalizzazioni possono fiorire anche in un rigido inverno. Tutto da capire, quindi, se quasi alla fine dell'incontro, proprio l'addetto culturale di Casa Pound si lascia andare a uno scivolone: «Ora non ci chiedete di diventare l'Arcigay bis».

Foto/grigio scuro

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