La tennista Flavia Pennetta: "Quante Saffo nel mio sport"

E' bella, giovane, la prima Top 10 del tennis italiano e sa stare benissimo sui tacchi alti, visto che si è concessa la passerella a Milano per l'amico stilista Cesare Paciotti. Flavia Pennetta, brindisina, classe 1982 è stata intervistata da "Le Iene" in onda stasera su Italia Uno, facendo venir pubblicamente fuori, per chi ancora non la conoscesse, un carattere forte, pepato e piccante, ma sempre con lo stile Lady, mai volgare né sguaiato.

Nell'intervista di stasera, la Pennetta scopre se stessa sulla fascinazione, il sesso come ottima medicina anche durante i ritiri, l'omosessualità tra le colleghe. Racconta di aver fatto sesso anche in aereo (ma come fanno?) e che per lei il più bello della racchetta è Tommy Haas, con cui sessualmente parlando, non ci farebbe proprio nulla; mentre ha mire verso il russo Marat Michajlovič Safin, nato a Mosca il 27 gennaio 1980 e, sinceramente, molto bello. "Una botterella gliela darei", confessa candidamente Flavia.

Tra le colleghe ritiene la più affascinante e bella Anna Sergeevna Kurnikova, anch'essa russa. Ma quella che domina ed è più forte in campo è Serena Williams, statunitense, sorella minore di Venus Williams. Una vera macho del tennis, con i muscoli che vibrano in sintonia con la racchetta. Se poi tocca proprio alla Pennetta definirsi, per lei non ci sono dubbi, lei è "la più arrapante".

Sul piano saffico, evidentemente la celebre e celebrata Navratilova, ha fatto scuola a ben sentire Flavia: "Di omosessuali - dice - nel tennis femminile ce ne sono tante, ma con me non ci ha mai provato nessuna".

Di certo, il sogno sarebbe che almeno alcune tra coloro chiamate in causa dalla campionessa italiana, uscissero allo scoperto, imitando la Martina Navratilova, oggi impegnata a presiedere conferenze internazionali contro le discriminazioni sessuali e partecipe alle Olimpiadi gay. Ma per come tanno attualmente le cose nello sport, il coraggio uno non se lo può inventare, perché spesso più che la squadra e i dirigenti del club, vanno affrontati i tifosi, spesso giudici intollerabili vero l'omosessualità. Certo, qualcosa sta cambiando, frana in un certo qual senso, il muro di gomma che vuole gli sport nell'assoluto marchio doc eterosessuale. Come in ogni cosa del mondo, esistono da sempre gli omosessuali al pari degli amici eterosessuali. Perché nello sport dovrebbe essere diversamente?

Foto/sr cranks

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