Anna Paola Concia partecipa il 30 settembre al tavolo proposto da Casapound ai gay

Ormai sembra una telenovela. Uno di quegli intrecci melodrammatici, pieni di colpi di scena, che fanno appassionare e indignare i telespettatori. E, con la precisione di un orologio, torniamo a darvi gli aggiornamenti sul travagliato flirt che avvince gli attivisti neri di Casapound e la variegata compagine rainbow del movimento lgbtq: una storia di dichiarazioni d'amore, schermaglie, aperture e dinieghi, un cortese balletto di inviti e corteggiamenti. Al centro, come nelle canzoni che narravano le gesta della corte di re Artù, troviamo un tavolo. Non sappiamo se rotondo.

Il tavolo è quello della concertazione proposta da Casapound alle organizzazioni gay, per trovare una linea comune e "concreta" sul fronte della richiesta di diritti civili. La proposta, è utile ricordarlo, nasce in seguito alla fiaccolata contro l'intolleranza e i razzismi che ha sfilato a Roma il 24 settembre, alla quale Casapound avrebbe voluto partecipare (non l'ha poi fatto), senza raccogliere entusiami da parte di nessuno (o quasi). La manifestazione, come le altre che l'hanno preceduta, avrebbe dovuto rispondere con la mobilitazione alla violenza omofoba risvegliata dalla calura estiva.

A quanto pare il tavolo in questione non era una boutade: c'è una data fissata per la prima riunione, il 30 settembre, e "con piacere" ha accolto l'invito l'onorevole Pd Anna Paola Concia, quella della legge contro l'omofobia che al momento è al vaglio della Commissione Giustizia della Camera.

Massimo Carletti di Casapound Italia non usa mezzi termini o scorciatoie per arrivare a dire quello che deve dire:

Spente le fiaccole, resta la nebbia fumosa dell'ambiguità e dell'ipocrisia dei finti tolleranti. Alla luce del sole, invece, la proposta di Casapound Italia di un tavolo di confronto propositivo, al quale invitiamo Paola Concia, unico politico che in materia alle chiacchiere ha preferito i fatti.

L'invito dei militanti di destra si estende

a tutte quelle componenti che attivamente s'impegnano nella lotta per i diritti civili, senza alcuna pregiudiziale di carattere politico ed ideologico. Nel confronto, Casapound Italia illustrerà le sue posizioni, così come esplicate nel programma ben visibile da tempo sul sito ufficiale dell'associazione. Ci aspettiamo una partecipazione fattiva e propositiva di quanti, nel mondo GLBT stanchi di parole senza seguito e falsa solidarietà di facciata, vogliano lanciare un segnale di discontinuità con l'inconcludenza della solidarietà a gettone.

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