Omofobia, l'Italia è tra gli stati più inattivi d'Europa (anche se la violenza aumenta)

L'Italia non è uno stato che combatte attivamente l'omofobia: è uno tra i più inattivi di tutta Europa assieme alla Bulgaria

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Il discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sull'omofobia, seguito da quello di Grasso e della Boldrini, rappresentano senz'altro un ottimo punto di partenza per il legislatore, che, intanto, dovrà discutere della nuova legge contro le discriminazioni sessuali. Un punto di partenza eccellente, per essere più chiari, soprattutto se si considerano i dati che sono stati diramati ieri sulla situazione europea dei diritti civili.

Snoccioliamo qualche cifra: 2/3 degli omosessuali europei intervistati in un sondaggio anonimo ha paura di passeggiare per strada; l'80% confessa di essere stato vittima di bullismo a scuola; il 26%, di aver subito aggressioni verbali e fisiche durante l'ultimo lustro. In Italia, pensate, negli ultimi dodici mesi la percentuale è aumentata al 54%, con un 34% di intervistati che denuncia discriminazioni sul lavoro.

Quasi prima rispetto a tutti, insomma, la nostra bella Penisola. In un podio che, ovviamente, non le fa onore. Soprattutto mentre la Gran Bretagna ottiene il primato della tolleranza legislativa (il 77% delle sue leggi contrasta discriminazioni a sfondo sessuale) e la Francia di François Hollande approva le nozze gay. Assieme alla Bulgaria, insomma, siamo lo stato più inattivo sul piano giuridico: solo il 18/19% delle leggi combatte le discriminazioni.

Arcobaleno Europa, che ha fatto una sorta di pagella per tutti i paesi, è stato molto duro con il nostro governo: "Nonostante l'Italia abbia un livello relativamente alto" di violenza omofoba/transofoba, il legislatore tace. E tutti - non proprio tutti, per fortuna - acconsentono.

La presenza della Idem alle Pari Opportunità, della Boldrini, di Grasso e non solo rappresentano senz'altro delle sicurezze e dei punti fermi, ma riusciremo davvero ad avere, in questa tanto chiacchierata legislatura, ciò che da sempre ci spetta non solo in quanto cittadini ma anche - e soprattutto - in quanto uomini?

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