Argentina, Bolivia e Uruguay: notizie gay dall'America Latina

Fabiana Rios, prima donna governatrice di una provincia in ArgentinaFabiana Ríos (in foto), prima – e finora unica – donna che guidi una provincia in Argentina, si è espressa pubblicamente in favore del matrimonio tra persone dello stesso sesso. La Ríos ha presentato un ricorso alla Corte Suprema di Giustizia perché

“in Argentina convivono diverse forme di discriminazione e [la negazione dei diritti] viene proprio dallo Stato che dovrebbe essere il garante dell'uguaglianza di tutti i cittadini”

In Uruguay, invece, il senato ha approvato la legge che permetterà anche alle coppie gay di adottare bambini: è una legge pioniera in tutta l'America Latina dal momento che nessun'altro Stato riconosce un tale diritto. Nei mesi scorsi c'era stata una dura presa di posizione da parte della chiesa cattolica contro questa legge e l'arcivescovo di Montevideo, monsignor Nicolás Cotugno, era giunto a definirla come qualcosa contraria alla natura umana (e per questo si è beccato una querela dalle associazioni gay uruguayane).

Infine, in Bolivia uno studente del collegio Bolivia IV di Sopocachi (La Paz) è stato sospeso per tre giorni e secondo la madre tale decisione è stata presa perché il ragazzo (minorenne) è gay. La scuola sostiene il contrario, ma la madre e i membri dell'associazione Adesproc Libertad hanno denunciato l'accaduto come un caso di discriminazione bella e buona. La scuola, invece, afferma che la sospensione è dovuta al fatto che il ragazzo è indisciplinato e perché si sarebbe presentato ad un'attività sportiva con il suo compagno e si sarebbero baciati. La scuola precisa che tra gli alunni ci sono altri gay e questo non crea alcun problema. Ma allora, se l'hanno sospeso perché si è baciato con il compagno, ha ragione la madre, o no? Nella vicenda è intervenuto il Ministero dell'Educazione boliviano per cercare di capire le vere motivazioni della punizione.

Foto | Patagonia en Baires

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