Localizzazione degli insulti omofobici su Twitter con il progetto “Geography of Hate”

Una ricerca statunitense monitora l’uso di termini offensivi per la comunità lgbt su Twitter e ne ricava una mappa interattiva.

Localizzazione degli insulti omofobici su Twitter con il progetto “Geography of Hate”

Geography of Hate. Geografia dell’odio. È questo il nome del progetto statunitense nato per monitorare i tweet omofobi e razzisti che gli utenti scrivono più spesso sul celebre social network.

Lo studio ha preso sotto esame dieci tra i più comuni insulti nell’ambito del razzismo, della disabilità e dell’omofobia e li ha sottoposti ad attenta analisi. È nata, così, una mappa in cui le zone rosse rappresentano quelle con più insulti, quelle blu indicano un medio uso e le zone grigie stanno a significare che in quell’area non sono stati utilizzati tali insulti. La mappa è interattiva ed è in continuo cambiamento, com’è naturale che sia considerata la sua origine. Sul sito del progetto è possibile scegliere quali insulti visualizzare e le zone in cui viene più pronunciato.

C’è da notare che i ricercatori hanno limitato l’indagine solo ai tweet dotati di geotag in modo da poter essere poi localizzati all’interno della mappa. Quindi molti tweet restano fuori da questa mappatura.

Il progetto No Homophobes


Linguaggio omofobo usato con leggerezza, nohomophobes segnala le parole su Twitter

Un progetto simile era stato lanciato sul finire dello scorso anno dall’Università canadese dell’Alberta: No Homophobes è il nome di quella ricerca che invita a alla riflessione, a prendere coscienza del linguaggio.

Intento di No Homophobes non è quello di puntare il dito contro insulti o commenti lesivi, ma provare con quanta inconsapevolezza vengono utilizzate alcune definizioni, come leggiamo sul loro sito:

Il linguaggio omofobo non sempre è destinato a fare male, ma quante volte lo usiamo senza pensare?

Via | TweetBlog

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