Marco Filiberti: 'Il compleanno' non è un film gay e dobbiamo assumerci tutti le nostre responsabilità per le violenze omofobe

Marco Filiberti: Il compleanno non è un film gay e dobbiamo assumerci tutti le nostre responsabilità per le violenze omofobe Marco Filiberti è un regista italiano che aveva fatto parlare di sè nel 2003 durante l'uscita della pellicola "Poco più di un anno fa, Diario di un pornodivo". Raccontava la storia, sotto forma documentaristica, di una pornostar gay, visto dagli amici e dalla famiglia e scomparso quindici anni prima: oltre ad esserne regista, Marco Filiberti, in quel caso, era anche protagonista principale. Inoltre è dichiaratamente gay.

Uscirà a breve nelle sale, la sua ultima fatica, "Il compleanno". La storia? Matteo e Francesca decidono di passare l'estate insieme ad una coppia di loro amici, Diego e Shary. Ma l'arrivo del ventenne Diego, bellissimo ed aitante, e figlio di Diego e Shary, metterà in crisi Matteo, che si sentirà irresistibilmente attratto dal giovane. Tra i protagonisti del film, Massimo Poggio e Alessandro Gassman. E il film ha suscitato polemiche pochi giorni prima della presentazione ufficiale al Festival di Venezia. E il motivo non è la storia narrata o la trama, bensì le dichiarazioni dello stesso regista, che indispettito dal fatto che il film venisse etichettato come "pellicola a tematica gay" ha dichiarato:

"Se c'è uno che ha sbattuto in faccia agli altri la propria omosessualità sono io, ma ci tengo a dire che ho fatto un film che non è gay. Reputando che i tempi siano maturi, non credo di aver bisogno di far vedere nel film la bandiera a stelle e strisce"

Intervistato, Marco Filiberti spiega il suo punto di vista:

"Non mi interessa lavorare su una dimensione omosessuale, ma su una complessità che investe anche la sessualità. Se invece del personaggio di David ci fosse stata una ragazza non avrei dovuto cambiare una battuta né il senso del film. . Se la gente non si è accorta che i loro vicini sono gay non devo certo essere io a risvegliare questa cosa."

Infine, in merito all'ondata di violenza contro i gay degli ultimi tempi:

"Tanto mi piace combattere per i miei ideali, tanto mi fa schifo strumentalizzarli. C'è violenza sugli handicappati, sulle persone di colore, sulle donne, così come sugli omosessualità. La città è caratterizzata da una dimensione disumana ed è per questo che sono andato via e ora sono circondato solo da pecore. Siamo a un livello zero sul piano della civilizzazione, perché non abbiamo ancora ucciso il padre, com'è capitato invece in Inghilterra o in Francia. Siamo ancora qui proni, in una condizione di vassallaggio nei confronti del potere, che sia il Papa, il Presidente del Consiglio o il Presidente della Repubblica. Assumiamoci tutti le nostre responsabilità."

Fonte | MoviePlayer

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