A margine della vicenda Boffo-Feltri: che ne pensate dell'outing?

A margine della vicenda Boffo-Feltri: che ne pensate dell'outing?

La vicenda Boffo-Feltri – che ancora presenti lati oscuri su entrambi i versanti – ha riportato in auge la pratica dell'outing. Prima di tutto, ancora per una volta, spieghiamo i termini (i giornali fanno una confusione incredibile in questo) coming out e outing. Con coming out si intende la decisione di dichiarare pubblicamente la propria omosessualità; con outing si intende il rivelare l'omosessualità di una persona senza il consenso di questa. Pertanto se io dico che sono gay sto facendo coming out; se rivelo che X è gay sto facendo outing.

L'outing è spesso usato con fini politici per evidenziare l'eventuale incoerenza tra la vita pubblica (e magari moralizzatrice) di un personaggio e quella privata (e magari libertina). In questo campo le posizioni sono diversissime fra loro: c'è chi sostiene che l'outing vada sempre fatto, chi sostiene che la privacy ha la supremazia in tutto; chi appoggia l'outing in determinate circostanze e chi proprio non lo tollera. A molti di noi è capitato di incontrare quel personaggio velato politico e/o dello spettacolo e/o ecclesiastico per locali gay; qualcuno di noi ha anche approfondito la conoscenza di tizio o caio e, forse, la tentazione di rivelare qualcosa in determinati contesti l'abbiamo avuta.

Un sondaggio di NapoliGayPress evidenzia come la maggioranza degli utenti siano a favore dell'outing: non so perché, ma mi aspettavo posizioni più moderate. Forse la popolazione glbtqqi italiana si è stancata di dover far sempre finta di niente...

Se il coming out, allora, può essere una pratica di liberazione soprattutto per chi si presenta come è realmente, come potremo definire l'outing? Voi che ne pensate? Siete favorevoli all'outing?

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