Donna lesbica e fiera di esserlo in Sudafrica: violentata e massacrata con 25 coltellate da 4 ragazzi

Donna lesbica e fiera di esserlo in Sudafrica: violentata e massacrata con 25 coltellate da 4 ragazzi Eudy Simelane aveva 31 anni, era lesbica e capitano della squadra femminile di calcio in Sudafrica. Eudy è stata uccisa senza pietà, in un parco di KwaThema, cittadina natale alle porte di Johannesburg: violentata e uccisa lo scorso anno con 25 coltellate al seno e alle gambe. Per le associazioni che tutelano i diritti Lgbt si è trattato di uno stupro collettivo, atto di sfregio a causa delle sue tendenze sessuali. Gli arrestati sono 4: tutti ragazzi compresi tra i 18 e i 24 anni. Per tre di loro, mercoledì scorso si è aperto il processo.

Eudy è stata una delle prime donne di KwaThema a dichiarare e vivere apertamente la propria omosessualità, impegnata anche in prima linea per i diritti gay. I processati, come scritto, sono 3: il quarto ha già confessato l'omicidio e sconterà 32 anni di carcere: gli altri tre ragazzini invece si professano ancora innocenti ma dovranno essere giudicati per aver stuprato, ucciso e derubato la vittima.

Il giudice ritiene che non via sia alcuna rilevanza dell'orientamento sessuale della vittima. Parole che hanno indignato la direttrice di un'associazione gay sudafricana:

"È un modo per non am­mettere che le donne lesbiche in Sudafrica vanno incontro a stupri e omicidi. La violenza sulle donne omoses­suali per renderle 'normali' è sempre più frequente. Solo a Johannesburg almeno 10 lesbiche subiscono ogni settimana aggressioni di que­sto tipo e il numero reale è probabilmente molto più al­to Alla fi­ne gli 'stupri correttivi' au­mentano proprio perché le donne si sentono incoraggia­te dalle legge a vivere aperta­mente la loro omosessualità ma si scontrano con una vio­lenza reale radicata e impuni­ta. Pochi casi arrivano a pro­cesso e raramente i colpevoli sono catturati e condannati"

E poi ci sono le parole disperate, tristi della madre di Eudy, comprensibilmente incapace a rassegnarsi ad una morte così assurda, violenta e immotivata:

"Perché hanno fat­to questo gesto orribile? Per quello che lei era? Era solo una donna dolce, che non ha mai fatto del male a nessuno"

Una donna diventata a capo di una sqadra di calcio. Una donna vitale, che con fierezza e coraggio non si nascondeva e non si vergognava di quello che era. Una dignità e una forza d'animo con cui difendeva i diritti di uomini e donne Lgbt. Ma 4 ragazzi, stupidi, crudeli, ignoranti e assassini, hanno deciso di stuprarla, senza pietà alcuna, per lo smacco di non poter piacere o interessare una donna lesbica perchè uomini. E, ancora non soddisfatti, l'hanno accoltellata. Una, due, tre... venticinque volte. Alle gambe, al seno. Massacrata per aver inseguito i propri ideali.

Fonte | Corriere

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