Allarme omofobia, dov'è la Carfagna?

Qualcuno potrebbe pensare che ce l'ho con Mara Carfagna, visto che di fronte a episodi di cronaca che hanno a che fare con l'omofobia tiro sempre in ballo la bella ministra del Pdl.

Ma - domando io - se non interviene, con parole e fatti!, il ministro delle Pari opportunità, a chi dobbiamo rivolgerci? Due ragazzi sono stati aggrediti a Roma: uno addirittura accoltellato. A Rimini una coppia è stata "scacciata" dal proprio condominio.

Sempre a Roma ignoti vandali hanno rotto i vetri della discoteca Qube, sede della serata Muccassassina, e hanno tentato di appiccare il fuoco. Tra luglio e agosto altri episodi omofobi sono stati denunciati in Campania. E il ministro che ha fatto?

Si è limitata a commentare compunta sulla "vergogna" di un episodio come quello di Roma, ma si è ben guardata dal sostenere iniziative concrete contro l'omofobia o dal promuovere iniziative culturali e sociali di educazione e informazione per contrastare i sentimenti di odio anti-gay.

Eppure il dipartimento delle Pari Opportunità storicamente si è sempre battuto in difesa delle minoranze, comprese quelle sessuali, in una lettura inclusiva e ampia del proprio mandato, non limitato alla parità fra maschi e femmine. Persino nel precedente governo Berlusconi la ministra Prestigiacomo si era distinta per il sostegno a iniziative del mondo lgbt.

La signora Carfagna invece no. Non solo non ha mai dato il patrocinio al Gay Pride e ad altre manifestazioni lgbt, ma ha persino cancellato dal sito la pagina dedicata alla lotta all'omofobia e ha eliminato la commissione voluta dalla precedente ministra Pollastrini. Non si può dire, forse, che la Carfagna abbia alimentato l'omofobia, ma certo non ha fatto nulla per contrastarla. E continua a non fare nulla.

  • shares
  • Mail
17 commenti Aggiorna
Ordina: