Le reazioni all'aggressione omofobica di Roma

Le reazioni all'aggressione omofobica di Roma. E intanto Mara Carfagna tace

Mentre il ragazzo accoltellato nell'aggressione omofobica avvenuta a Roma nei pressi del Gay Village ha dichiarato che vorrebbe andare via dall'Italia, diverse sono state le reazioni del mondo politico. Oltre alle dichiarazioni del sindaco della capitale Gianni Alemanno, di Vladimir Luxuria e Franco Grillini, ecco altre reazioni.

Paola Concia, deputata del PD:

“Sono indignata, avvilita e anche impaurita da questo clima di intolleranza e di violenza impunita contro omosessuali e transessuali. Un'aggressione gravissima quella di Roma contro i due ragazzi gay, la cui unica colpa è stata quella di essere apertamente se stessi. A loro va tutta la mia solidarietà e vicinanza. Devono sapere che io lotto anche per loro. Come può la nostra società accettare inerme questa continua violenza omofoba, senza fare e dire niente? Come può farlo il PD? Chiedo al Partito democratico e in particolare ai candidati alla segreteria nazionale Marino, Bersani e Franceschini di pronunciarsi e di dire apertamente se considerano l'omofobia un reato grave come il razzismo. Se così è, non voglio più essere lasciata sola a condurre questa battaglia dentro il Parlamento. È necessaria una mobilitazione di tutto il partito affinché, a settembre, l'approvazione della legge contro l'omofobia diventi una priorità. Sulla vicenda dei ragazzi aggrediti a Roma presenterò nei prossimi giorni un'interrogazione parlamentare al Ministro Alfano, perché le dichiarazioni del procuratore di Roma Giovanni Ferrara, sono il chiaro esempio della difficoltà della giustizia di poter intervenire in modo adeguato, in assenza di una legge contro l'omofobia”.

Anche il vice sindaco di Roma, Mauro Cutrufo, condanna l'episodio:

“Domani mattina mi recherò all’ospedale S. Eugenio per sincerarmi delle condizioni di salute del ragazzo ferito ricoverato. Roma è una città più sicura rispetto al passato, ma rimane una metropoli dove far definitivamente vincere la cultura della convivenza e della legalità. Convivenza, legalità e solidarietà sono parole d’ordine per qualsiasi persona di buon senso e per la giunta Alemanno”.

Purtroppo l'episodio diventa occasione per i nostri politici per addossarsi le colpe a vicenda, invece di fare qualcosa di concreto. Giovanna Melandri, del PD:

“L’aggressione ai due ragazzi gay verificatasi a Roma è un episodio di violenza e di intolleranza che deve essere condannato senza alcuna esitazione. Dopo i casi di violenza sessuale e quelli a sfondo razzista e xenofobo , ora Roma si fa teatro dell’intolleranza sull’orientamento sessuale. Di fronte ad un simile imbarbarimento della cultura cittadina non si può far finta di niente. È chiaro che le tanto sbandierate misure per la sicurezza sono fuochi di paglia che non contrastano le cause profonde, culturali e sociali dell’intolleranza e non garantiscono la sicurezza e la serenità dei cittadini”.

In un comunicato stampa giunto in redazione Martina Castellana, transessuale del PdL, afferma:

Innanzitutto, desidero esprimere tutta la mia solidarietà ai ragazzi aggrediti a Roma questa notte. Ancora una volta siamo tutti costretti a denunciare la mancanza di un dispositivo normativo che consenta di punire chi commette reati a sfondo omofobico e più in generale chi si macchia di crimini contro il “diverso“ e contro le categorie più deboli e che consenta, infine, di garantire la certezza della pena.

Però poi si lascia prendere la mano e ne ha pure per il ragazzo accoltellato:

Sono costretta, inoltre, a sottolineare alcune dichiarazioni velatamente strumentali di alcuni esponenti politici e dello stesso ragazzo accoltellato: utilizzare termini come “squadracce punitive” o affermare che “...da quando è arrivato questo sindaco, a Roma episodi simili si registrano più di frequente, questo è sicuro...” è falso ed appare come un forzato tentativo di voler tracciare un filo conduttore tra la nuova amministrazione comunale del Sindaco Alemanno e le aggressioni omofobe che si sono succedute a Roma. Continuare a voler identificare la “destra” con l' “omofobia” è ormai una pratica anacronistica che non ha più ragione di esistere. La mia presenza tra le fila del Popolo della libertà è un chiaro esempio dell’apertura culturale della destra.

Il mio sogno è di poter vivere in un'Italia libera dove anche una coppia omosessuale può scambiarsi pubblicamente effusioni d'amore. Ma sono altrettanto convinta che, purtroppo, il nostro Paese non è ancora pronto ad accettare i comportamenti di quanti, fuori dagli schemi della cultura eterosessuale, hanno umanamente esigenza di manifestare i propri legittimi sentimenti. Certamente bisogna fare i conti sempre e comunque con il contesto sociale in cui si vive e con la sensibilità altrui ma è anche vero che il concetto di pudore deve evolvere e, come afferma una sentenza della Corte Costituzionale, deve essere necessariamente adeguato nel corso del tempo.

Al momento in cui scriviamo, Mara Carfagna ha rilasciato una laconica dichiarazione:

“Un'aggressione vergognosa. Mi auguro che il colpevole possa scontare la pena fino all'ultimo giorno in carcere”.

Magari, signor ministro, se le pari opportunità si occupassero anche un pochino della comunità gay non è che sarebbe una cosa così strana...

update ore 18,40

È arrivata anche una dichiarazione di Dario Franceschini:

“L'impegno per l'approvazione di una legge contro l'omofobia sarà' prioritario nell'attività parlamentare del Partito democratico. L'episodio gravissimo dell'aggressione ai due giovani gay a Roma rende ancora più urgente una reazione culturale a difesa dei diritti civili di tutti i cittadini e l'approvazione di norme specifiche per contrastare i reati legati all'omofobia”.

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