Flirt di una vacanza di mezza estate

Gay summer flirtDopo aver stilato una classifica ufficiale dei luoghi preferiti dai gay per le vacanze, non si poteva tralasciare l'argomento che, ammettiamolo, più si abbina a questo argomento: gli amori estivi. Possiamo definirli amori, flirt, storielle, ma il succo del discorso non cambia. Solitamente, quando si abbandona la vita quotidiana nella propria città, si viaggia fisicamente e anche con la mente e il pensiero.

Se sì è single e si organizza un viaggio in qualche località gaya è anche per potersi divertire, scatenere e magari conoscere persone "interessanti". La leggerezza della mente, libera da impegni, scadenze, orari rigidi e beghe d'ufficio, tende a lasciarsi andare. E, magari anche se non è preventivato, accade che qualcuno di piacevole lo si riesca veramente ad incontrare. E se la sfortuna vuole che lo sconosciuto abiti lontano da te, presto tutto rischia di bruciarsi e di durare appunto, il tempo di qualche settimana, di una stagione.

Personalmente, l'anno scorso sono andato a Barcellona con due miei cari amici (gay e donna etero) e ho trascorso davvero una settimana divertente. Giravamo per locali, per pub, etero o gay, ed è stato in uno di quelli che ho visto un barista del quale mi ero invaghito. Lo so, fa un po' "Piccole donne crescono" oppure "Dawson's creek", ma il fascino di Guillermo mi aveva davvero ammaliato. Anche se io non sono mai stato un grande spavaldo e anche in questo caso ne ho avuto la prova.

Per quasi tutte le sere ho "costretto" i miei compagni di viaggio a fare una tappa obbligatoria in questo pub prima di scatenarci per le vie della Barcellona notturna. Eppure non riuscivo a fare molto, più di spiccicare uno stentato "Hola" e di annuire a qualsiasi frase mi venisse rivolta. Fino a quando, per il cilo "O la va o la spacca",l'ultima sera decisi di farmi avanti: anche perchè il mattino dopo saremmo ripartiti e se anche mi fossi reso ridicolo, presto avrei lasciato la Spagna.

Così, armato del coraggio che non avevo avuto le sere precedenti, dopo aver salutato i baristi (con i quali comunque parlavano, a stento, ma parlavamo), ho stretto la mano a Guillermo. E gli ho fatto scivolare nella mano un biglietto. Gesto che con il senno di poi sembra più quello di una coppia di turisti veneti che prima di andarsene lasciano una mancia al maitre dell'Hotel "Sole&Mare". Nel biglietto, in spagnolo, c'era una frase, il mio nome e numero di telefono. E dopo pochi minuti al mio arrivo in albergo, il cellulare ha vibrato: Guillermo mi aveva scritto, ringraziandomi, scrivendo il suo cellulare e anche il suo contatto msn e chiedendomi di vederci la sera successiva. Quando io sarei già stato in Italia. E così il mattino dopo sono partito, con i miei "ma", con i miei "se" e domandandomi come sarebbe stato vivere una storiella estiva estera.

Prima che Enrico, il mio amico, mi dicesse, innocentemente, sull'aereo: "Sono contento che il mio biglietto che gli ho lasciato dicendogli che ti piaceva abbia sortito un buon effetto". L'ho fissato con aria inebetita per poi capire che nel giro di una sera,il bel barista tenebroso aveva ricevuto due biglietti con lo stesso messaggio. Per fortuna Marina non aveva fatto la medesima cosa o forse sarebbe passato per un inizio di "stalking"...

E voi? Esperienze di storielle e flirt estivi degni di nota? Occasioni perse, vissute o indimenticabili?

Foto | 3.bp

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