Coming out e atleti dichiarati, lo sport senza differenze

Uno sguardo ai coming out nel mondo dello sport in cui sembra che prevalgano le donne a “uscire dall'armadio”.

Bandiera rainbow

Ci sono alcuni ambiti, tipo quello dello sport, che alla fine sportivi, cioè corretti o leali, non si rivelano affatto, soprattutto se per giocatori o atleti ci sono in mezzo interessi economici, contratti con grosse aziende, o il terrore di perdere terreno come personaggi popolari, che piacciono a tutti e vengono tifati, supportati, diventano essi stessi, con la loro immagine, major e marchi.

Eppure basterebbe rendere il coming out, "uscire dall'armadio" una pratica condivisa, non un atto di coraggio, perché non dovrebbe esserci nulla di coraggioso nel dichiarare chi si è realmente.

Mentre gli outing, soprattutto in un Paese come l’Italia, sono stati ventilati, come ha fatto Cecchi Paone, ma niente è trapelato, o comunque si è trasformato in un’ammissione liberatoria, piuttosto sembra essere rimasto, una pratica retriva di controllo del mercato, di paura delle conseguenze, di "convenienza", questo perché il pallone, il calcio, muove miliardi e catalizza un ampio pubblico, e diventa una specie di mito intoccabile.

Forse si immagina che i tifosi non siano ancora pronti, ma magari vengono sottovalutati. Può capitare infatti che sventolino una bandiera arcobaleno come raccontiamo a questo link.

Facendo un giro per il web, dando un’occhiata alle cronache di questi ultimi 30 anni, pare che siano proprio le atlete donne quelle a dichiarare più facilmente la loro omosessualità. Forse è il mondo dello sport ad essere sessista, o sono le donne più introspettive, più naturalmente capaci di non porre cesure tra la vita privata e quelle pubblica? Senza contare che in alcuni sport impera il machismo più evidente, in cui la virilità sembra esprimersi solo attraverso l’eterosessualità. Vige una profonda ipocrisia basti pensare che nel vicino 2008, l’atleta australiano Matthew Mitcham, risultava - tristemente - essere l’unico omosessuale dichiarato di sesso maschile a partecipare ai XXIX Giochi Olimpici estivi. Ultimamente un vero asso del basket, Jason Collins, ha dichiarato: I’m gay.

Come riporta il sito Lezpop, le donne, dicevamo, arrivano prima, tenniste, come la Billie Jean King e la Martina Navrátilová, veri e propri miti, nell’81 e per ragioni diverse – la Billie Jean King stava rispondendo in tribunale per una causa -  seguite da Amelie Mauresmo e Conchita Martinez.

Giocatrici di golf come Muffin Spencer-Devlin, la golfista professionista, che nel 1996, fu la prima a dichiarare apertamente la sua omosessualità, seguita da Patty Sheehan, che anticipa di voler adottare dei figli con la sua compagna.

Nel basket Sue Wicks e Michele von Gorp, e la giovane Brittney Griner. Nella pallavolo, Stacy Sykora.

Esiste un elenco online, su Wikipedia, di tutti gli atleti gay dichiarati, che può essere utile, ad esempio per un adolescente che cominci a fare sport e abbia qualche dubbio sul proprio orientamento, visto le carriere e le storie significative. Un altro modo, per ribadire che gli unici ostacoli continuano a trovarsi sempre e solo in alcuni stereotipi mentali.

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