La morte violenta dell'attore George Rose

George Rose era felicemente gay ma con il solo cruccio di morire senza eredi.

George Rose con Claudette Colbert

Una carriera quella dell’inglese George Rose (1920-1988) che ebbe molti riconoscimenti. Il suo talento variegato e ricco di sfumature lo portò ad apparire, sempre acclamatissimo, sia sul grande schermo che sui palcoscenici più prestigiosi di tutto il mondo, soprattutto in America dove vinse due Tony Awards.

Un lungo percorso artistico iniziato a Londra nel 1946 con un importante debutto presso il leggendario Old Vic e conclusosi in circostanze a dir poco drammatiche più di quarant’anni dopo nella repubblica domenicana. Qui l’attore, felicemente gay ma con il solo cruccio di morire senza eredi, comperò una splendida villa in cui amava trascorrere ogni suo momento libero.

Appassionato di animali esotici, Rose aveva trovato a Sosua il suo piccolo paradiso terrestre. Un paradiso che nel maggio del 1988 si trasformò in un inferno. Un inferno che non gli lasciò scampo. L’attore venne infatti brutalmente assalito ed ucciso dal figlio da poco adottato (e pertanto erede di una cospicua fortuna), dal padre naturale di costui e da altri tre uomini del luogo. Il gruppetto tentò di inscenare una morte naturale, ma venne prontamente scoperto dalla polizia. Tuttavia i colpevoli, benché rei confessi, vennero tutti scarcerati dopo poco tempo, senza alcun processo.

Nella foto di apertura George Rose con Claudette Colbert e Rex Harrison.

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