Le nozze gay francesi avranno conseguenze negative sui minori (dicono i cattolici)

Non avendo motivi razionali per dire no alle nozze gay, diverse organizzazioni cattoliche iniziano a insinuare il dubbio che ci saranno ripercussioni sui bambini.

Fecondazione assistita, norme sul disconoscimento e dietrologie sulle famiglie gay

Continua la demonizzazione delle nozze gay da parte delle varie associazioni cattoliche. Dopo il flop della manifestazione del PdL a piazza Farnese a Roma, dinanzi all’Ambasciata di Francia, per esprimere il dissenso verso l’approvazione della legge francese sul matrimonio per tutti (qualche decina di partecipanti – tra cui Maurizio Sacconi, Carlo Giovanardi, Eugenia Roccella, Maurizio Gasparri e Domenico Gramazio – e una sessantina di fan su Facebook), dopo gli strali del Forum delle associazioni familiari, arrivano i commenti di Filippo Campo, responsabile della campagna Sos Ragazzi:

Le conseguenze della legge francese sulle “nozze” gay si faranno sentire soprattutto sui piccoli, privati dalla possibilità di avere una normale famiglia, composta dai due genitori, fatto che la moderna psicologia ritiene essenziale per il loro normale sviluppo.

Si ripete un copione già visto: non essendoci alcun motivo valido per dire no al matrimonio tra persone dello stesso sesso, si inizia a insinuare il dubbio che alla fine chi ne pagherà le conseguenze saranno i minori. Ovviamente, nessuno di costoro si preoccupa mai di citare uno straccio di studio che sostenga le loro idee bislacche, mentre ci sono fior fiore di studi che affermano che i minori cresciuti in famiglie omogenitoriali sono sanissimi.

La campagna Sos Ragazzi che da due decenni difende l’innocenza dei bambini contro gli assalti di legislazioni laiciste, non può non elevare una voce di protesta, annunciando che sosterrà le varie manifestazioni di reazione pacifica e legale che si preparano oltr’Alpe. Un tale disprezzo per la logica democratica, che definisce il potere pubblico espressione della volontà popolare, non è un buon segno e si spiega soltanto perché il governo socialista di François Hollande è ai minimi storici dei consensi e, dunque, difficilmente sarà rieletto.

Se il Parlamento, quindi, legifera pro valori cattolici allora è democratico; se lo stesso Parlamento lavora tenendo presente i diritti di tutti i cittadini e non solo quelli di una parte allora non è più democratico. Curioso, non trovate? Per quel che riguarda Hollande, poi, c’è da sottolineare che finora l’unico presidente francese a non essere stato rieletto per un secondo mandato è stato proprio Nicolas Sarkozt che si è sempre schierato contro le nozze gay…

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