A Saluzzo due donne vogliono sposarsi. I giudici: "Deve decidere il legislatore"

E' un bene che qualcuno ci provi. E faccia sul serio! Le battaglie civili, quelle glbtq, sono nate grazie alla generosa volontà di alcune persone che non si sono spaventate di fronte ai paletti legislativi; alle retrosie di chi pensa che la legge fatta dagli uomini è comunque e sempre giusta ed adeguata. Qualcuno deve scuotere le coscienze sopite e cercare di avere un diritto negato. E' il caso di due donne che si amano da tempo e vivono a Marene. La coppia, pur sapendo il divieto italiano, si è recata nel proprio comune dove ha chiesto le pubblicazioni per il matrimonio.

Al rifiuto del funzionario, hanno deciso di rivolgersi al Tribunale, supportati in questa civile battaglia da Certi Diritti e dagli avvocati della Rete Lanford.
«Per il Tribunale - ha spiegato l’avvocato che si è occupato della vicenda delle due donne, Michele Potè di Torino - deve essere il legislatore a decidere in materia. Le clienti non sono soddisfatte di questo pronunciamento e pertanto, entro il 31 luglio, presenteremo un reclamo alla Corte d’Appello». E pensare che la Procura di Saluzzo, non si era opposta al matrimonio tra le due donne.

Come le due donne, altre coppie sposate all'estero ma non riconosciute in Italia, stanno dando battaglia perché i legislatori, sordi anche alla maggioranza dei cittadini che si dicono favorevoli al riconoscimento delle coppie di fatto, si diano da fare e regolino con una buona e giusta legge, diritti e doveri delle coppie omosessuali.

I male informati pensano che la matrimonialità tra persone dello stesso sesso sia una questione dell'oggi, quasi un capriccio e un voler scimmiottare il matrimonio tradizionale. Ma non è così! C'è un bel libro, edito da Mursia nel 2004, che consiglio alla lettura. E' stato scritto da Giacomo Pilati e si intitola: "Minchia di Re". Ne è stato tratto un film "Viola di Mare" firmato da Donatella Maiorca.

La vicenda si svolge nella Sicilia ottocentesca. Una donna, Angela, scopre di essere attratta e perdutamente innamorata di un'altra donna, Sara. Le due si frequentano, si amano perdutamente, e Angela sa che quel che l'aspetta è un destino diverso e a lei ostile. Per non perdere l'amata, escogita uno strabiliante stratagemma: diventa Angelo. Lo fa con una tale determinazione che tutti finiranno per chinarsi alle volontà della donna; persino la Chiesa che celebrerà di malavoglia quel rito da cui non potrà sottrarsi: il matrimonio.

Dicono che esista davvero un documento dove si legge dell'unione tra Angelo/a e Sara. Ora, non che inviti a fare come loro, ma tanto per dire che le battaglie odierne devono essere accompagnate con una ferea decisione di arrivare ad una soluzione, ad una vittoria. Altrimenti è meglio non farle! O no?

Foto/Nobusama

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