La Francia approva definitivamente le nozze gay

Con 331 voti a favore e 225 contrari, la Francia diventa il quattordicesimo paese al mondo ad approvare le nozze gay.

La Francia dice sì alle nozze gay. Dopo tante tensioni, l’Assemblea Nazionale ha votato il testo emendato uscito dal Senato. La legge è stata approvata con 331 voti a favore e 225 contrari. La Francia diventa così il quattordicesimo Paese al mondo a permettere il matrimonio per le persone dello stesso sesso.

«Il matrimonio viene stipulato da due persone di sesso diverso o dello stesso sesso».

Così recita la nuova versione dell’articolo 143 del Codice Civile che fa sì che le coppie gay e lesbiche francesi possano sposarsi. Per la celebrazione delle prime nozze, in ogni caso, bisognerà aspettare un po’, forse un paio di mesi. Dopo il via libera del Parlamento, infatti, è necessario che si pronunci la Corte Costituzionale il cui voto favorevole viene dato per scontato.

Insieme alle nozze gay vengono legalizzate anche le adozioni da parte delle coppie dello stesso sesso.

Nota Il Sole 24 ore:

Si chiude quindi una vicenda che dal momento del varo del progetto di legge da parte del Consiglio dei ministri, il 7 novembre scorso, è durata cinque mesi e ha profondamente diviso il Paese. Ben più di quanto non avesse previsto François Hollande, che aveva inserito questo punto al numero 31 delle sue 60 promesse elettorali. Non tanto sul matrimonio – sul quale, stando ai sondaggi, è favorevole il 66% dei francesi – quanto sull'automatico diritto all'adozione che porta con sé: il 53% della popolazione sarebbe contraria.

Secondo Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay:

Il “sì” francese, che stabilisce che gli affetti di gay e lesbiche hanno lo stesso valore di quelli eterosessuali e rivoluziona profondamente l’istituto del matrimonio, è la vittoria di chi crede che una società migliore è possibile. Il matrimonio fra persone dello stesso sesso è il trionfo della giustizia sociale e di coloro che si riconoscono nella democrazia, nella tolleranza e nell’uguaglianza.

Si augura poi Romani:

Ora tocca all’Italia offrire alle persone gay e lesbiche, che sono i nostri vicini, i nostri colleghi, i nostri amici e familiari quei diritti umani che da anni sono loro tenacemente negati. La classe politica italiana, ha il dovere civile e morale, ammesso che un barlume di morale ce l’abbia, di dare delle risposte a tutte quelle persone, e parliamo di milioni, che per anni sono state umiliate, offese, denigrate, escluse dai diritti, e la cui libertà è stata ferocemente repressa.

Liberté, Égalité, Fraternité! A quando in Italia?

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