Bayard Rustin, braccio destro di Martin Luther King

L’ aperta omosessualità dell' attivista, celebre per aver organizzato la storica marcia su Washington, fu guardata con sospetto anche da chi gli lavorava a fianco.

Bayard Rustin

Il suo impegno civile improntato sulla non violenza è stato esemplare. La sua lotta contro soprusi e abusi a dir poco encomiabile, tuttavia il nome di Bayard Rustin viene oggi spesso dimenticato. Messo ingiustamente in un angolo male illuminato. Una passione per la giustizia che Rustin, nato in una piccola cittadina della Pennsylvania nel 1912, convogliò giovanissimo in una serie di attività sociali che lo portarono nel 1963 ad organizzare insieme a Martin Luther King la celebre marcia su Washington.

La sua omosessualità vissuta alla luce del sole in anni in cui era considerata un vero crimine, punibile con la reclusione, lo rese inviso a più di un comitato direttivo. Il senatore Thurmond lo accusò prima di essere un disertore (Rustin aveva rifiutato l’arruolamento nell’esercito durante la guerra), poi di avere una relazione clandestina con lo stesso King (il senatore mostrò una foto che ritraeva i due insieme in un bagno). Nulla tuttavia poté arrestare l’instancabile attivista che continuò ad organizzare marce e sitting-in per tutti gli anni sessanta e settanta, lavorando senza sosta anche per i diritti della comunità gay.

“I principali fattori che hanno influenzato la mia vita – disse una volta Bayard Rustin - sono le tattiche non violente, i mezzi offerti dalla Costituzione, le procedure democratiche, il rispetto per la personalità dell’uomo ed il credere fermamente che tutte le persone sono una persona sola.”

Un lascito che non si può certo dimenticare.

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