L'imam di Washington si dichiara disponibile a sposare le coppie gay

Il primo imam musulmano dichiaratamente gay, Daayiee Abdullah, afroamericano, a capo della moschea di Washington, si è dichiarato disponibile a celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Daayiee Abdullah

Un margine di manovra, di apertura esiste sempre, e sorprende piacevolmente se arriva, fra segnali contrastanti, e in colpo solo disfa più pregiudizi, alcuni difficili da scrostare, segnati sulla pelle del mondo.

Il primo imam musulmano dichiaratamente gay, Daayiee Abdullah, afroamericano, a capo della moschea di Washington Luce della Riforma, si è dichiarato disponibile a celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso. Una decisione che pare stia per geminare, la dichiarazione è stata colta, nel corso del dibattito scaturito dalla proiezione del film doc Sono gay e musulmano di Chris Belloni, girato in Marocco, Paese in cui l'omosessualità è punita per legge, il film racconta la storia di un gruppo di giovani uomini gay e il difficile rapporto tra orientamento sessuale e sentire religioso.

Ritengo che siamo all'inizio di un movimento per un Islam più inclusivo in America.

Ben sapendo che in alcuni dei paesi di origine dichiararsi gay può equivalere a una condanna al carcere e a seri rischi persino per la vita - non a caso molte coppie gay di immigrati, di fede musulmana, temono di venire allo scoperto - , l'imam progressista, invita le coppie gay a sposarsi in America, utilizzando la massima discrezione, e mettendo al bando, in attesa di tempi migliori, anche la classica diffusione e condivisione di immagini dell'evento su internet, Facebook e social media in testa.

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