Le lettere di Willa Cather

Un libro appena pubblicato in America ci mostra il vero volto della celebre scrittrice di capolavori come la "Mia Antonia" e "La morte viene per l’arcivescovo".

Willa Cather

La sessualità di Willa Cather, una delle grandi signore della letteratura americana, è stata in questi anni lungamente dibattuta. Studiosi e critici si sono fronteggiati, caldeggiando questa o quella tesi, demolendo o meglio ancora tentando di demolire ogni volta quella dell’avversario. Oggi una voluminosa selezione di lettere che l’autrice scrisse nel corso della sua vita sembra tagliare una volte per tutte la testa al fatidico toro.

Così almeno afferma il New York Times nella sua recensione del nuovo, attesissimo libro che le raccoglie. Missive squisitamente personali che rivelano non solo i sentimenti della Cather per le altre donne, ma che sfatano il mito e la leggenda che la volevano ossessivamente guardinga, quotidianamente impegnata a coprire le tracce del proprio orientamento sessuale. Parole che pur discrete (era nel temperamento della scrittrice esserlo) ci mostrano una Willa Cather che, nelle cose della vita, era fondamentalmente, serenamente se stessa.

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