Le disavventure di una drag queen in vacanza in Sardegna


Ci vorrebbe un glossario di uso e conoscenza dei termini, per far capire ai tanti cosa siamo tanti di noi. Spesso basta una gonna fru fru, ciglia brillantinate lunghissime e un guizzo di esagerata movenza per mettere nello stesso calderone drag queen, transessuali e travestiti. E tutti trattarli come si trattano i mercificatori di sesso, per poi, magari, scoprire che sono altro. Ma poco importa (anche se a parecchi di noi, sì che importa)!

Ieri, il Movimento omosessuale sardo, insieme a Comitato gay e lesbiche Prato e Gay Help Line hanno denunciato un increscioso fatto accaduto ad una nota drag queen toscana il cui il nome d'arte è Nikita Balli. Il ragazzo si trovava nella zona sassarese in vacanza e intendeva anche lavorare in alcuni locali notturni della zona come drag queen.

Mentre attende l'arrivo di un amico sul ciglio della strada, vede sfrecciare davanti a sè alcune volanti. Ecco, il racconto così come da comunicato stampa delle tre organizzazioni glbt:

"Al momento dell'arresto Michele si trovava all'interno della sua autovettura parcheggiata all'inizio della strada per Alghero dove, dopo aver rifornito, attendeva un amico, anche lui toscano in vacanza in Sardegna, con il quale intendeva raggiungere Alghero per incontrare altri amici e trascorrere piacevolmente la prima serata di vacanza.
Durante la retata sfrecciano di fianco a lui diverse pattuglie di polizia. Alcune si fermano, notano che non si tratta di immigrata e continuano dritti con battute del tipo: “Tu non ci interessi, noi cerchiamo ragazze vere”. Michele infatti è vestito da Drag Queen poiché, ad Alghero, avrebbe dovuto incontrare alcuni gestori di locali per concordare delle serate per agosto.
Alla fine una pattuglia si ferma e senza neppure controllare i documenti chiedono a Michele di seguirli in Questura per “un controllo di routine”. In questura comincia il calvario. Impronte digitali, foto segnaletiche e battute da caserma chiariscono a Michele che non si tratta affatto di un controllo di routine ma di un vero e proprio arresto. In quel momento cerca di spiegare l'errore, di essere un turista appena giunto in Sardegna e di essersi trovato là per caso poiché intenzionato ad andare ad Alghero. “Si, si, dicono tutti così” è la risposta e lo conducono nella cella comune dove rimarrà fino al rilascio avvenuto alle 18:00 del giorno seguente.
"

Michele, alias Nikita Balli, alias Michele, adesso non potrà più metter piede per i prossimi tre anni in terra di Sassari, diffidato! Dicono sia stato per ben 18 ore senza poter toccare cibo, nè bere e nemmeno telefonare ad un avvocato. Ora è assistito da un legale del foro di Sassari, collegato con Gay Help Line.
Non sappiamo, bisognerà aspettare, per capire se Michele potrà far valere anche le sue ragioni, se quello che afferma verrà confortato dalla verità, anche se spiace che sia finito vittima di una vicenda probabilmente più grande di lui. E qui torniamo alla questione iniziale dove, appunto, una drag queen può tranquillamente essere scambiata per una travestita dedita alla prostituzione.

Noi tutti sappiamo che non è così; che è altro e ben diverso il ruolo di una drag queen dove si può parlare di spettacolo, di attività puramente ludica esercitata nei locali da disco o da cabaret, intrattenimento non certo dedizione alla prostituzione. Il MOS ora ha chiesto un incontro con il questore per capire meglio. Poi un appello:

"Il Movimento Omosessuale Sardo invita tutte le persone gay, lesbiche e transgender a mostrare la propria solidarietà rispetto a quanto avvenuto. Recatevi - è l'appello - in vacanza a Sassari e in Sardegna per mostrare chiaramente che nessuno puà limitare i nostri diritti o cercare di colpire, annullandola, la nostra stessa dignità."

Foto/Michael_Lehet

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