Libri. In Cina: tutti compagni o tutti gay?

Ogni tanto qualcuno racconta di una Pechino, avvolta dalle tenebre della censura, che cerca una rivalsa di libertà, anche sessuale; sprona la propria fantasia e riesce a far emergere un mondo misterioso orpellato di cerimoniose drag queen, ragazzi truccati come geishe in un "modern love" bowiano, fanciulle che sognano altre fanciulle. Mostri sacri dell'immaginazione ma anche racconti di vita gay che nessuno osa chiamare col proprio nome. Certo, la Cina di Mao, del proletariato e delle campagne è oramai un dipinto stantio, obsoleto agli occhi dello sviluppo moderno e globale cui si è assoggettata l'impero dei sogni a mandorla; ma come ben conosciamo tante libertà, anche sessuali, restano clandestine, border line.

Clandestina la vita gay, lesbica, transessuale, bisessuale; raccontata mai indicata nei luoghi e nelle persone. Clandestino un libro che ha fatto furore su internet lasciando nel mistero il magnifico autore per non cacciarlo nella rete della persecuzione e del castigo. Ora, viene pubblicato in Italia da Nottetempo. Titolo: Beijing Story.

Per non far dormire sonni tranquilli neppure in anonimato, l'autore si firma Tongzhi, che tradotto significa gay ma anche compagno: due cose che ieri come oggi, in Cina, sono agli antipodi, si guardano di malocchio e con poco rispetto. L'irriverente gioco linguistico, forse voluto, torna a dar coraggio e respiro ad una letteratura erotica orientale.

La storia è quella di un giovane capitano d'industria che "compra" un giovane ragazzo per trascorrere con lui qualche lieta ora di sesso. Quel sesso diventa invece fuoco di immensa passione, trascina i due verso un destino oscuro e drammatico. Il businessman Handong e lo studentello Lan Yu rappresentano nel libro il desiderio di una sessualità forte contro la repressione violenta che ancora oggi il regime si concede a piene mani verso altre minoranze; entrambi destano un erotismo folle e pieno; amplessi erotici concimati dalla freschezza corporea dei due, mischiano in un folle tango carne e cuore, forse per straziarli entrambi.

Dicono che in Cina, attualmente, vivono qualcosa come trenta o quaranta milioni di gay; un po' come a immaginare l'Intera nostra Italia (o quasi) a vivibilità omoaffettiva. A curare il testo in italiano di Beijing Story, un altro grande e bravo scrittore e giornalista apertamente gay, Mario Fortunato.

Una buona lettura, anche per sfidare e capire le sorti di un paese a noi lontano che non osa ancora chiamare l'amore gay col suo nome, fraintendendolo con "compagno", ben sapendo che anche lì esistono compagni gay.

Foto/MK Media Productions

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