I vescovi spagnoli chiedono al governo di abrogare la legge sulle nozze gay

Il cardinal Antonio María Rouco Varela, presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, ha formalmente chiesto al Governo di Mariano Rajoy di abrogare urgentemente la legge sulle nozze gay.

Il cardinal Antonio María Rouco Varela, presidente della Conferenza Episcopale Spagnola

Durante il discorso di apertura dell’assemblea plenaria della conferenza episcopale, Rouco Varela ha chiesto espressamente al governo di abrogare la legge sulle nozze gay. Casualmente questa richiesta è avvenuta nello stesso giorno in cui Mariano Rajoy, presidente del governo spagnolo, si trovava a Roma in visita ufficiale a papa Francesco.

Nella sua prolusione, il cardinal Antonio María Rouco Varela ha ricordato ai politici cattolici spagnoli le loro “responsabilità” al momento di difendere principi morali che “non ammettono deroghe, eccezioni o compromesso alcuno”. Per il presule, naturalmente!, tali principi morali passano attraverso la modifica della legge sul matrimonio omosessuale. Ha affermato il porporato:

Non si tratta di privare nessuno dei suoi diritti e nemmeno di entrare legalmente nell’ambito di scelte intime personale. Si tratta invece di restituire a tutti gli spagnoli il diritto ad essere espressamente riconosciuti per legge come sposo o sposa; si tratta di recuperare una definizione legale di matrimonio che non ignori la peculiarità di una delle istituzioni più decisive per la vita sociale; si tratta di proteggere in maniera adeguata un diritto così fondamentale dei bambini come quello di avere una chiara relazione di figliolanza con un padre e una madre o l’essere educati con certezza giuridica come possibili futuri spose o sposi.

A fronte della durezza mostrata in materia di morale sessuale, il cardinale Rouco Varela si è mostrato tiepido e generico nel riferirsi alla crisi economica che la Spagna (e non solo) sta vivendo.

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