Per il cardinal Napier l’omosessualità è una nuova forma di schiavitù

Curiosa teoria quella del cardinal Wilfrid Napier, arcivescovo di Durban in Sudafrica: visto che lui non conosce di persona alcun gay, allora non può essere considerato omofobo.

Per il cardinal Napier l’omosessualità è una nuova forma di schiavitù

Wilfrid Napier, che ha preso parte al recente conclave, prima si è riferito ai diritti LGBTI come a una nuova forma di schiavitù, poi ha respinto al mittente ogni accusa di omofobia perché lui, non conoscendo di persona nessuna persona omosessuale, non può essere definito omofobo.

Tutto è cominciato dopo il conlcave, quando Napier, ritornato in patria, ha affermato che la pedofilia è una “malattia” e non un crimine illustrando il suo punto di vista:

Quando un pedofilo porta a compimento le sue fantasie allora commette un crimine; se non lo fa, si tratta solo di una persona malata.

Le sue parole hanno suscitato molte polemiche e così la settimana scorsa il porporato ha voluto spiegare meglio il suo punto di vista. E tanto che c’era se l’è presa con gay e lesbiche:

La ragione ci dice che ci uomini e donne sono stati creati diversi, sono stati creati per completarsi… Il fatto basilare della vita è che gli uomini e le donne sono stati creati per generare insieme la vita. C’è qualcosa di radicalmente sbagliato nell’idea che il matrimonio possa essere svuotato del suo intrinseco significato di portare la vita sulla Terra.

Secondo Napier una società che va contro “quello che dice la Rivelazione e la ragione” si sta sbagliando di brutto. Per l’arcivescovo i rapporti sessuali devono avvenire esclusivamente

all’interno del matrimonio, per la procreazione e il rafforzamento della relazione nella coppia. Con il matrimonio tra persone dello stesso sesso, stiamo portando avanti i piani di altri.

Quindi si lamenta:

Si tratta di un nuovo tipo di schiavitù, con gli Stati Uniti che ti dicono che non ti daranno aiuti se non distribuirai preservativi, se non legalizzerai l’omosessualità.

Via | Pink News

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