Maria Schneider, il tango del dolore

La sua fama è indiscutibilmente legata a Ultimo tango a Parigi, a quella celebre scena di sodomia che fu al centro della scandalo che travolse il film e tutto il suo cast nei primissimi anni Settanta.

Maria Schneider

Figlia d’arte (suo padre era l’attore francese Daniel Gelin), Maria Schneider debuttò appena quindicenne sul grande schermo. Le cronache di allora ci raccontano come Brigitte Bardot, allora la più grande diva di Francia, la prendesse sotto la sua ala protettrice, ospitandola nella sua villa in Costa Azzurra ed aiutandola a muovere i primissimi passi nel difficile mondo del cinema.

Le prime pellicole della Schneider sono del resto accanto a divi del calibro di Alain Delon e Jack Nicholson. Pellicole che le diedero fin da subito una buona popolarità, ma nulla di paragonabile alla notorietà che le portò il controverso film di Bertolucci, di cui Maria Schneider conservava però un ricordo sgradevole, a tratti dolorosissimo.

La sua discesa agli inferi forse partì proprio da lì. Esaurimenti nervosi, uso di droga e tentativi di suicidio costellarono la sua vita durante tutti i tormentatissimi anni settanta. Fu sempre in quel periodo che l’attrice rivelò pubblicamente la sua bisessualità. Al momento della morte, avvenuta per un tumore nel 2011, l’attrice aveva accanto la sua ultima compagna, Pia.

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