Agente gay? Licenziatela! I Radicali chiedono al governo di intervenire


Forse chi oggi vuole infrangere il sogno di Luana Zanaga, di servire lo Stato in polizia, dovrebbe guardare in Europa, dove i corpi di pubblica sicurezza, ma anche altre forze armate hanno all'interno delle vere e proprie associazioni gay e lesbiche. Partecipano persino ai Gay Pride e vengono applauditi dai colleghi in servizio. E non si comprende perché una lesbica dichiarata in polizia possa essere pericolosa per se stessa e per i colleghi.

La vicenda di cui se ne è già occupato l'amico Robo è quella di Luana Zanaga, in forza alla polizia patavina. Di lei, a fine maggio se ne era occupato L'Espresso, con un articolo in cui la donna dichiarava di lavorare in un ambiente omofobo e di essere sottoposta a vessazioni di ogni genere.

Oggi un nuovo servizio dello stesso settimanale, pare chiudere le porte ai desideri di Luana e alla sua speranza di rimanere in polizia. Secondo quanto riporta il periodico di via Cristoforo Colombo, per la Zanaga si sono aperte le porte del licenziamento.

Al questore di Padova è stato detto che la Zanaga ha partecipato al Gay Pride di Genova e tanto è bastato per parlare di destituzione. Peccato, come dicevo prima, che in molte altre parti d'Europa e del mondo, la polizia sfila ai Gay Pride e lo fa in uniforme e non in borghese e in anonimato come ha fatto Luana. In Gran Bretagna, la polizia collabora fattivamente con le organizzazioni omosessuali, e questo avviene anche in Svezia, in Danimarca, in tantissimi altri stati. Non credo che l'omosessualità in caserma sia un dolore troppo grosso e insopportabile ai molti, visto che per gay e lesbiche in divisa dovrebbe essere naturale lavorare e collaborare con colleghi di sana costituzione eterosessuale. Che uno sia gay o etero poco dovrebbe significare se svolge con rigore e passione il proprio servizio, ancor più se pubblico.

Se, come ha detto Luana all'Espresso, ci sono alcuni omofobi nell'istituzione in cui lavora, si dovrebbe fare in maniera che scompaiano queste omofobie e far ragionare che le discriminazioni sono errate, mica castigare chi quelle omofobie li ha denunciate. Sappiamo di nostro che le discriminazioni esistono sui posti di lavoro, in famiglia, tra gli amici, per strada. Ma se non li denunciamo, per cambiare in meglio tutta la società, cosa ci resta da fare? Che qualche poliziotta abbia preso di mira Luana non significa affatto che tutta la polizia ce l'ha con gay e lesbiche. Non è vero e non è affatto così!

Ecco perché chi oggi chiede il licenziamento di Luana Zanaga, dovrebbe ripensarci e far capire agli altri che il nostro Stato, la nostra Costituzione, difende anche le libertà sessuali di tutti, le protegge e cerca di impedire ogni violenza anche verbale. Bravi, come sempre, i Radicali, che hanno chiesto con una interrogazione urgente, informazioni sul caso Zanaga, al governo. Insomma, per dirla con un famoso film: "Salviamo l'agente Zanaga!".

foto/www.gay.police.uk

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