Le discriminazioni nel mondo del calcio. Un appello ai cronisti sportivi

La violenza nel calcio è un fenomeno globale che sembra andare di pari passo con atteggiamenti discriminatori. Per questo l’Istituto Nazionale contro la discriminazione, la xenofobia e il razzismo dell’Argentina ha redatto una serie di consigli per i cronisti sportivi.

Le discriminazioni nel mondo del calcio. Un appello ai cronisti sportivi

L’Istituto Nazionale contro la discriminazione, la xenofobia e il razzismo dell’Argentina ha pubblicato una nota sulla discriminazione nel mondo del calcio. Tale nota si rivolge soprattutto ai professionisti della comunicazione (giornalisti, cronisti sportivi, blogger, opinionisti e via dicendo) perché prendano coscienza che l’uso delle parole è importante ed evitino in tutti i modi di favorire atteggiamenti che sono tutto il contrario dello spirito sportivo. La nota affronta vari aspetti discriminatori che si verificano nel mondo del calcio: xenofobia, discriminazione basata sull’orientamento sessuale, machismo e violenza di genere, utilizzo di metafore belliche.

Per quel che riguarda l’orientamento sessuale, leggiamo nella nota:

La vita privata dei calciatori (che solitamente è vista come correlata al loro modo di giocare) viene guardata da un punto di vista pieno di pregiudizi e fortemente discriminatorio. Nel programma sportivo di mezzogiorno di una importante emittente radiofonica, nel commentare la partita in cui il Real Madrid vinse per 3 a 1 sul Barcellona lo scorso 26 febbraio 2013 con due gol di Cristiano Ronaldo, si è ascoltato un commento sulla “personalità metro sessuale” di Ronaldo, sul suo gusto per i profumi e altri prodotti cosmetici, per rapidamente giungere a chiedersi se “è vero che gli piacciono le donne”. E un cronista ha aggiunto: “Stai dicendo che non è un uomo che non è un vero uomo ha fatto due gol al Barcellona?”.

Il testo è molto approfondito e mostra quali azioni sono state intraprese dall’Istituto Nazionale contro la discriminazione, la xenofobia e il razzismo in collaborazione con l’UNICEF. La nota propone anche alcuni consigli per quanti lavorano nel mondo della comunicazione. Ne riportiamo tre:


  • Evitare barzellette e battute sull’aspetto fisico, sull’etnia, sulla nazionalità, sull’orientamento sessuale, sulla religione e sul livello socioeconomico dei giocatori o del pubblico.

  • Condannare insulti e commenti omofobi così come ogni tipo di espressione xenofoba. Denunciare pubblicamente striscioni e canzoni discriminatorie o qualunque altra situazione similare che si noti.

  • Far conoscere storie che testimonino la diversità che lo sport promuove. Per esempio, squadre rivali sul campo ma che si battono insieme per una giusta causa, o amici e amiche tifosi di diverse squadre che però si ritrovano insieme per vedere le partite.

Foto | Sentido G

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