La doppia anima del PD sui matrimoni gay

Le molte anime del Partito Democratico si pongono in posizioni diametralmente opposte in merito ai diritti umani. E la questione del matrimonio gay lo dimostra chiaramente.

La doppia anima del PD sui matrimoni gay

Mentre in Francia l’approvazione del matrimonio gay è ormai solo questione di poco (l’Assemblea Nazionale deve approvare il testo licenziato in Senato), in Italia siamo al solito balletto di opinioni che portano a un nulla di fatto, come sempre. Balletto capeggiato dalla chiesa cattolica con il cardinal Scola (che tutti davano per papa, ma, come si dice, chi entra in Conclave papa esce cardinale) che ha già fatto sapere l'iter da seguire: prima bisogna confrontarsi con la gente, poi il Parlamento potrà decidere in base alla maggioranza espressa dal popolo che, comunque, dovrà vedersi assicurata la possibilità di rifiutarsi per motivi di coscienza.

Nel Partito Democratico ci sono posizioni contrastanti (verrebbe da dire: come sempre su tutto!). Edoardo Patriarca, deputato del Piemonte, afferma che

la Consulta continua a riconoscere il valore dell'istituto matrimoniale, e per quanto riguarda i diritti delle coppie dello stesso sesso parla di “modi” e “limiti più opportuni”. Dunque un netto no alle nozze gay. Siamo per il rispetto dei diritti ma no di certo per l'approvazione di leggi come quella approvata oggi in Francia. Mi auguro che su temi di questo tipo non vi siano fughe in avanti.

Per la serie: diritti sì, ma solo a parole però!

Di parere diametralmente opposto è Debora Serracchiani, deputata al Parlamento Europeo e candidata alla presidenza del Friuli Venezia Giulia con le liste Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà, Italia dei Valori, Slovenska Skupnost e Cittadini per Debora Serracchiani presidente, che si è detta favorevole al matrimonio ugualitario e alle adozioni per le coppie omosessuali.

Rispondendo ad alcune domande di Davide Zotti, presidente del Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica di Trieste, Debora Serracchiani ha anche affermato la sua intenzione di promuovere iniziative legislative tese a eliminare ogni forma di discriminazione per le coppie formate da persone dello stesso sesso.

Nel mezzo, Paola Concia, che afferma che in Italia esiste una maggioranza trasversale in Parlamento tra Democratici, Sel, M5S e Scelta civica per approvare anche in Italia l'estensione del matrimonio agli omosessuali. E piena di speranza si augura che i prossimi potremmo essere noi nell’approvare il matrimonio ugualitario.

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