Obama cena alla Casa Bianca con i gay. "Faremo ancora molto per voi"


Chiudete per un attimo gli occhi e immaginate con me il Quirinale o Palazzo Chigi, una sera di inizio estate. Tavola imbandita, candelabri d'argento e posti assegnati ad una folta rappresentanza delle comunità glbt italiane. Siamo tutti lì, invitati dal Presidente della Repubblica o dal premier che ci vogliono raccontare quanto impegno stanno mettendo, loro e la loro amministrazione, verso di noi.

Ok, basta, il sogno è finito, sfumato dalla realtà. Quel sogno è stato però vissuto realmente in America, a Washington, alla Casa Bianca, dove il Presidente Obama ha voluto festeggiare il 40° anniversario dei moti di Stonewall a modo suo: invitando alla sua tavola 300 rappresentanti delle comunità glbt statunitensi.

La Casa Bianca, per la prima volta nella sua storia, si tinge di rosa, si fa apertamente gayfriendly e accoglie una comunità che stava diventando sempre più scettica verso il presidente che aveva dignitosamente appoggiato.

Pare che Obama abbia sentito quel crescente scetticismo e abbia scelto la migliore delle soluzioni, celebrando con 300 persone l'anniversario più importante della nostra comunità. E va anche ricordato che Obama non è criticato per non fare ma perché, a dire di molti, va un po' lento. Nel discorso il presidente Usa ha però rassicurato i presenti dicendo loro: "Faremo ancora molto per voi. Giudicatemi a fine mandato e vedrete!". Lì, da quelle parti, le comunità glbt hanno ancora alcune cose da far sistemare all'amministrazione presidenziale, come la modifica alla Legge di Difesa del matrimonio del 1996, ma anche una questione spinosa come la norma militare "don't ask, don't tell", per cui secondo Stars and Stripes , rivista ufficiale del Pentagono, fino ad oggi sono stati espulsi 12 mila 500 soldati perché gay. Obama, nel 2008 aveva rassicurato le comunità gay anche su questo, ma poi pare siano avvenuti interventi per fermare la promessa presidenziale. Pare che al ricevimento Obama abbia fatto circolare la notizia che si sta impegnando anche su questo col Pentagono e il Congresso. Ora, magari, tutto questo, a voi e a me potrà interessare poco, visto che stiamo come stiamo; ma qualcuno dei Palazzi potrebbe dirci perché siamo americani nelle tragedie e noi vorremmo esserlo anche nei diritti. Qui da noi, invitano qualcuno, si fanno una bella fotografia e... arrivederci e grazie!

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