Andreotti vs. Cicchitto: "Omosessuali nella Dc? Ma che dice?"


Ah, se si potessero aprire gli archivi del "divo"; o magari darci una bella sbirciatina, chissà quante polveri verrebbero fuori e quante storie inenarrabili. Ma dubito che prima di due nuove generazioni, chissà, sapremo di quel vasto repertorio nelle mani del più delfino dei delfini democristiani. Basta guardarsi "Il Divo" per capire chi sia l'uomo che riesce a essere tutt'uno con lo statista, il fautore di giochi politici e diplomatici, il politico, il democristiano, il divo Giulio. L'uomo che appena si tratta l'omosessualità, raduna cherubini e diavoli per mettere da una parte i buoni e dall'altra i cattivi. E indovinate noi dove ci colloca! Insomma, domenica, Il Riformista, sulla lunga e poco edificante telenovela delle starlette e delle donne a pagamento che entravano e uscivano dalle residenze del premier, parla con Fabrizio Cicchitto, Pdl, ex socialista, ex piduista, capogruppo alla Camera del Pdl che, alla domanda se la Prima Repubblica fosse più decente di quella attuale, risponde, ricordando fior di ministri della Dc e del Psi che erano gaudenti. Poi apre un vaso di pandora già abbastanza sfruttato.

Dice: «C'erano anche noti omosessuali nella Dc. E nessuno li attaccò per queste loro abitudini che potevano essere facilmente provate». Che scoperta, onorevole: l'acqua calda rimessa a bollire. Se le occorre possiamo anche dirle il nome di un presidente della Repubblica notoriamente omosessuale. Strano, però, che Cicchitto dimentichi qualche nome in lizza Psi, dove forse il "gaudimento" era più velistico e marciava trionfante. Tempo fa, in una intervista a Gianfranco Rotondi, l'attuale ministro ebbe a dirmi: «Potrei dire con una battuta che sotto l'aspetto dell'omosessualità, era più frequentata la Dc storica che non quella attuale». Si disse di Rumor, si fecero altri nomi, chissà....

Ora, dopo questo smarcamento di Cicchitto, interviene il "divo" sul Corriere della Sera, che di Dc passata se ne intende più di qualsiasi altro memore. E risponde che a parlare di omosessuali nella Dc, ci sia una dose massiccia di qwualunquismo; poi sibillino come solo lui sa esserlo: «Io non credo che il bilancio globale fosse diverso da quello che si può fare per quanto riguarda l'oggi». Anche sui "gaudenti", Andreotti è tranciante: «Sono luoghi comuni». Ora delle due l'una: o il "divo" non guardava gli sbaciucchiamenti dei suoi verso lo stesso sesso (ma sembra strano, parlando di lui); oppure preferisce lasciare nell'oblio persone e situazioni che ancora oggi potrebbero essere imbarazzanti per molti. Oppure, copme è noto, il senatore ci mette tra i demoni, dimenticando di averli avuti in casa.

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