40 anni da Stonewall. Chi guidò la carica contro i gay afferma: "Non ce l'avevamo con loro!"


Si vede proprio che di fronte a certe senilità, al tempo che scorre, ci si deve abituare anche a sentire cose che nessuno riuscirebbe neppure ad immaginare, a pensare che possano essere dette. Credo tutti sappiano che Gay Pride e movimenti di lotta omosessuali, bisessuali e transessuali; insomma, tutto quello che siamo in termini di battaglie e di conquiste, porta un nome e una data di origine: Stonewall, 27 giugno 1969, venerdì. La sera tardi, mentre i gay piangevano la loro icona, Judy Garland, l'ennesima visita della polizia, sbrigativa e sempre violenta. Insomma, la storia la conoscete: quella notte la gente, tra gay, travestiti e altri, si ribellò e partì il primo tacco undici sulla testa di un poliziotto. Fu il do di petto per la rivincita. l'America di allora era un po' quella che sembra essere oggi l'Italia: bacchettona e omofoba, anche in termini di divieti. La polizia non riuscì nel suo intento intimidatorio; nacque il primo vero movimento glbt e si coniò il termine "gay". Ora, l'ex vice ispettore del Dipartimento della Polizia di New York che guidò i suoi uomini quella notte, tale Seymour Pine, afferma che la polizia non era lì per combattere gay e travestiti.
Seymour Pine, oggi 89enne, è stato invitato, telefonicamente, ad una trasmissione della WNYC-Fm, insieme a due veterani dei moti di Stonewall e ad uno storico, per parlare proprio di quelle notti incendiarie tra omosessuali e polizia. Pine, non ha dubbi e afferma che la presenza della polizia quella notte nel West Village era per combattere alcune connessioni mafiose del luogo; per il fatto che vi erano state lamentele sull'uso di bicchieri sporchi e altre amenità. Nessun pregiudizio verso omosessuali e travestiti; nessuna omofobia diremmo noi oggi. La polizia era lì al solo scopo di scardinare il crimine e fungere un po' anche da ufficio d'igiene.

Certo, c'é da ridere, come a volte si tenta di riscrivere la storia in un guazzabuglio di inediti ricordi che sfiorano la fantasia. C'è un bel commento su questa storia: "A volte il pregiudizio è così puro, che si avvicina ad uno stato di innocenza".

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