Francia. Un gay all'Eliseo per fare il ministro


La notizia è bella, molto bella. Ma per i francesi, mica per noi. Frédéric Mitterrand, nipote del compianto presidente socialista della Repubblica francese, è stato chiamato da Nicolas Sarkozy a coprire la poltrona di Ministro della Cultura.

Il primo settembre dello scorso anno era stato designato direttore di Villa Medici, veneranda Accademia francese installata da Napoleone Bonaparte nel 1803 a Roma.

Ora, dovrà tornare in patria col prestigioso incarico che potrebbe aprirgli, in un prossimo futuro, le porte dell'Eliseo. Nessuno meglio di lui poteva ricevere quell'incarico. Uomo coltissimo, giornalista, scrittore di un bel po' di romanzi e di una autobiografia in cui svela la sua omosessualità, professore di storia ed economia, cineasta, ex direttore della tv francese TV5 e tanto, tanto altro ancora. Di malelingue sulla sua omosessualità se ne sciolsero tante, ma lui, marciò tranquillo per la sua strada.

L'eligendo ministro della Cultura, compirà il 21 agosto, 62 anni. A Roma era andato con lo scopo di aprire Villa Medici al mondo, accogliere residenti stranieri e dare visibilità alla cultura francese. Così ha fatto! Va ricordato che nel 2001, presentò un suo documentario che girò molti festivals e fu applaudito dai cineasti: "Je suis la folle de Brejnev"; un racconto sulla repressione degli omosessuali russi durante il regime sovietico. Nella sua autobiografia, che scandalizzò i benpensanti d'Oltralpe, "La Mauvaise Vie" Mitterrand parlò del suo turismo sessuale in Thailandia, e quando si alzarono critiche assurde, diede prova che i suoi amanti erano maggiorenni; che aveva mantenuto rapporti epistolari con loro e che li stava aiutando a portare a termine gli studi. Le persone per cui perde la testa, culturalmente parlando, dice egli stesso, sono gli artisti.

Un'altra storia che lo mise quasi alla gogna agli occhi imborghesiti di una Parigi bacchettona e ipocrita, fu quando si mise in casa due fratelli tunisini. Per cercare di farli tacere, anche se quelle critiche non lo sfioravano, esclamò: "Se fossero state due ragazze le avrei accolte lo stesso. Non si tratta di omosessualità repressa, solo di un forte desiderio di paternità. Non sono pedofilo, è un'idea che non mi appartiene".

Ora, il figlio dell'imprenditore Robert Mitterrand, "petit fils" dell'ex presidente Francois, arriva alla testa della Cultura francese, dove ha già fatto capire che intende attuare la politica del "rayonnement", lo sfavillio, la grande e radiosa cultura del mondo. E c'è da scommettere: farà molto, molto di più. Auguri ministro Mitterrand, invidiando non poco la Francia.

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