Luxuria ambasciatrice gay in Medio Oriente

Dopo l'annuncio in campagna elettorale, Vladimir ne ha riparlato in un'intervista al giornale israeliano Haaretz: il progetto è di un tour mondiale per incontrare i ministri della cultura dei paesi esteri in cui l'omofobia e la transfobia dettano la legge dello stato, un tour per promuovere una cultura del rispetto e della differenza. Partirebbe dalla Turchia il tour diplomatico di Vladimir Luxuria in veste di ambasciatrice dei diritti glbtq. La Turchia non è certo l'Iran, come l'onovervole stessa ammette, ma è un punto di inizio importante per questo ambizioso progetto, soprattutto in considerazione dell'ingresso del paese in Europa.

"E in Europa certe discriminazioni non possono essere accettate", sottolinea infatti Luxuria, che raccontando alla stampa il suo sogno di farsi portavoce internazionale dei diritti glbtq nota la necessità di

procedere per gradi. non possiamo mica fare subito il botto e andare a Teheran. Ma forse un giorno arriveremo anche lì. [...] Non vado mica in Mauritania a chiedere il riconoscimento delle coppie gay, ci sono già tanti problemi da noi. Non vado mica in Arabia Saudita a proporre un gay pride, ci sono stati già tanti problemi in Israele. Imporre a loro il nostro modello sarebbe colonialismo gay. L'importante è che gli omosessuali di questi Paesi abbiano un minimo di sicurezza e libertà. Poi saranno loro a decidere come combattere.

Nelle intenzioni della deputata di Rifondazione Comunista c'è per cominciare un viaggio nei paesi arabi allo scopo di promuovere la difesa dei diritti delle persone omosessuali e transessuali. E ci sono tutti e 80 i Paesi, in larga maggioranza musulmani, in cui gay, lesbiche e trans vengono denunciati, condannati e a volte uccisi per leggi che ledono diritti fondamentali della persona.

E Cuba o la Cina, le viene chiesto? Pronta la risposta:

E che problema c'è? Vorrà dire che andremo pure lì.

E l'onorevole transgender ha una soluzione anche al problema della successione al Lider Maximo:

Altro che il fratello Fidel, meglio la nipote Mariela. Fa la sessuologa e ha proposto una legge che consentirebbe a tutti i cubani di cambiare sesso. Naturalmente con un'operazione a spese dello Stato.

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