Facciamo lobby. Lunedì c'è Povia in Tv: cambiate canale!


Forse dovremmo parlarne poco o, credo, addirittura ignorare il cantautore Povia, che si è messo in testa e ha messo in versi l'idea dell'omosessualità ballerina e magari che così, come d'incanto, prenda strade diverse. Quella canzone sanremese, ha forse ricevuto più di quello che meritava e fors'anche per colpa nostra che non riusciamo a tenere la lingua a freno e silenziarci su quella poco lirica canzone. Ma così va il mondo. Come sapete, a distanza di mesi, Giulio Rapetti, in arte Mogol, classe 1936 ha deciso di dare il suo premio annuale per l'autore del miglior testo musicale in lingua italiana a Povia Giuseppe. Lo farà, in pompa magna, lunedì 22 giugno su Raiuno alle 23.00.

Il premio istituito dalla Regione Valle d'Aosta e diretto dallo stesso Mogol, sarà un nuovo momento per dire cose che sarebbe meglio lasciar perdere, senza tornare a scomodare Freud o qualche altro psicoanalista. Povia, da par suo, ha capito che il filone musicale trascinato nelle polemiche di temi delicati e importanti tira, tant'é che ha deciso che al prossimo Festival sanremese porterà una canzone sulla triste e indimenticabile vicissitudine di Eluana Englaro. Ma ora dico: un testo normale, che non si affermi solamente per le polemiche che fa sorgere, no?, signor Povia?

Colpiscono anche le dichiarazioni rilasciate da Mogol, paroliere di lunga data e autore di testi cantati da un compianto cantante come Lucio Battisti o da Mina, Tajoli, Betty Curtis e tanti altri. Il figlio di Mariano Rapetti, ex dirigente della Ricordi, si è lasciato andare ad un commento che ha dell'irreale: «Io raggiono - ha detto Mogol - in base alle mie sensazioni. La canzone di Povia ha suscitato tante polemiche ma il premio che porta il mio nome deve andare al testo migliore e quello di Luca era gay mi ha commosso. Credo che gli eterosessuali abbiano il diritto di avere le stesse libertà dei gay». A quale libertà si riferisca Mogol, probabilmente lo sa solamente lui. Insomma, mentre noi si combatte per avere gli stessi diritti delle persone eterosessuali; Mogol ci informa che le libertà appartengono a noi e dovremmo condividerle con gli eterosessuali. Più che basito rimango confuso da questa istrionesca teoria di Mogol. O forse si è messo d'accordo con Povia per creare altra confusione? Beh, facciamo una cosa: facciamo in maniera che il programma su Raiuno abbia il minimo degli ascolti; abbiamo un po' tutti oramai a disposizione centinaia di canali e il lunedì siamo un po' tutti alterati dall'inizio della settimana lavorativa. Non abbiamo bisogno di altra alterazione sentendo quel che ci preoccupa diranno Mogol e Povia nel dare e prendere il premio. Cambiamo canale!

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