Quando i politici sono omofobi di giorno e gay di notte


Che ci siano, anche nel nostro Parlamento, fior fiore di omosessuali che nascondono le loro tendenze sessuali; che si nascondano; è argomento che in un recente passato ha prelibato militanti gay come Grillini e la stessa Paola Concia. Il silenzio, a quanto pare è quello il motivo e non ne vedo altri, li protegge da eventuali omofobie che veleggiano nei Palazzi, a scapito di verità e, in un certo senso, ad arrestare un consenso legislativo sulle leggi di diritto GLBT.

Questo paradosso, ha aperto un vaso di pandora in America, svelando come molti politici nell'ipocrisia più piena, si battevano contro ogni rivendicazione delle organizzazioni GLBT e al calar della notte indossavano i panni di libertini omosessuali. Qualcuno ha sgarrato così tanto da farsi arrestare. È capitato l'11 giugno del 2007, al senatore repubblicano Larry Craig, che cercò di fare avance ad un poliziotto nella toilette dell'aeroporto di Minneapolis. Craig, prima di essere messo da parte dal suo stesso partito, era stato un accesso sostenitore del divieto ai matrimoni tra persone dello stesso sesso e aveva votato contro una legge che voleva punire i crimini omofobi.

In questi cocci di vaso ad alto tasso di omofobia, ci stavano dentro personaggi politici di ogni tipo, finché un regista, produttore, pluripremiato ai festival cinematografici, tale Kirby Dick, non si è occupato di questi scandali, sfornando un celeberrimo documentario che arriverà a giorni anche in Europa: Outrage - Do Ask. Do Tell. Ad aiutarlo alla realizzazione della pellicola anche un blogger famosissimo, Mike Rogers. I due, hanno cominciato a scavare tra pubblico e privato sulla vita di tanti politici americani, indomiti assertori di una linea antigay nelle istituzioni e che pare, la notte, il loro scopo era quello di darsi alle pazze gioie con persone dello stesso sesso. Quando Kirby Dick presentò il suo documentario disse: «per alcuni è semplice opportunismo politico, tattica per sviare i sospetti. Ma per molti altri è un modo per combattere sulla scena politica una battaglia privata, contro una sessualità che non riescono ad accettare».

Del perché i diretti interessati, a quanto è dato conoscere, non abbiano intrapreso la strada del tribunale, è quasi scontato, dovendo poi far venire fuori cose che magari diventerebbero parecchio imbarazzanti. Mi vien da ridere a pensare ad una cosa del genere, nel nostro patrio suol!

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