Il ministro La Russa: "Il premier più discriminato dei gay"


Credo che la cosa più bella che i nostri politici dovrebbero allenarsi a fare è quella di: aprire i cassetti, togliere dalla polvere le tante leggi firmate da Franco Grillini, Paola Concia e/o altri parlamentari e mettersi al lavoro per dare alla comunità GLBT i diritti che necessita. Invece, pare che si continuino a sollazzare e ci usino anche a sproposito quando affrontano questioni che nulla hanno a che fare con la nostra comunità e men che meno con l'omosessualità in quanto tale. Oggi, è toccato al ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ex An, oggi Pdl. In visita al Salone dell'aerospazio e difesa in quel di Le Bourget, il ministro ha parlato con la stampa, ovviamente di tutto quel can can che sta accadendo intorno al premier italiano, dopo le rivelazioni di questi giorni. Lasciamo che la vicenda abbia il suo corso, anche se qualcuno dovrebbe chiedersi che paese siamo così come stiamo, ma è cosa che, almeno qui, risparmiamo a noi e a voi. Ovviamente, La Russa difende il premier dalle accuse e polemiche, prendendo, ahinoi, a prestito il Gay Pride e i gay stessi.

Dice il ministro: «Il solo indagare sull'attività privata contraddice con lo spirito di apertura che ci è stato contestato di non avere, per esempio, per il Gay Pride». Che c'entra il Gay Pride, ministro, con queste vicende? Ma soprattutto, quale spirito di apertura ha avuto il governo sul Gay Pride? Non risulta ad alcuna organizzazione GLBT che questo governo - ma neppure altri antagonisti - abbia dato patrocini; suscitato un qualche interesse su leggi di diritti civili. Non risulta che il governo abbia avuto, per un solo attimo, la contraddizione di parlare di Gay Pride sottintendendo che è una festa ma anche un momento di battaglia sui diritti. I governi italiani, finora, sono stati silenti, assenti, recidivi sulle questioni GLBT. Se di Gay Pride si è parlato, oggi come ieri, è stato solo per denigrarlo, per dare stura alle sibille cumane vaticane che mal sopportano il ricordo e la festa dei moti di Stonewall. Quando il governo Prodi - sbagliando nei termini e nell'intento - si azzardò a presentare una legge sulle coppie di fatto, (pessima, certo, ma meglio che il vuoto legislativo) coloro che oggi governano si ribellarono facendo sentire le loro urla fino ad Oltretevere, dove molti porporati plaudirono quelle urla e tutta quella ipocrisia. Oggi, i nostri Gay Pride sono forse più politicamente e polemicamente esibizionisti e incazzosi di altri, proprio perché ci sentiamo sviliti e offesi nella nostra dignità non pari a quella di molti altri cittadini. Quindi, la prego ministro, lasci stare i Gay Pride!

Poi, un cronista ha chiesto se il premier sia più discriminato dei gay. Il ministro non ha alcun dubbio: "Sì". Anche qui, caro ministro, forse non conosce a cosa può portare la discriminazione sessuale, superficializzando la questione con quel "Non c'è dubbio". Noi, onorevole La Russa, di dubbi invece ce ne abbiamo tanti, perché è sulla nostra pelle che la viviamo quotidianamente la discriminazione e con mille sfaccettature. E' una discriminazione di cui una politica cieca e sorda non se ne accorge neppure; non ha interesse ad affrontare e ora, un esimio rappresentante del nostro governo ci si dice che il premier è più discriminato di noi. Ma che siamo a Driver In? Davvero, ministro La Russa, questa ce la poteva risparmiare. Forse, rispettandoci un po' di più col silenzio.

(Foto: Sanremonews)

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