Luigi XIII di Francia, il re casto

Se il figlio, il celebrato re sole, ebbe numerosissime donne, il padre, Luigi XIII non ebbe al suo fianco nessuna Marquise de Montespan o Madame de Maintenon, ma piuttosto baldi giovanotti.

Luigi XIII re di Francia

Un appellativo quello di Luigi il Casto che il re francese si meritò a causa del suo totale disinteresse nei confronti del genere femminile. Nessuna donna, nobile o popolana, bella o brutta, si accaparrò mai il suo interesse o si insinuò nel suo cuore. D’altronde anche il suo matrimonio con Anna d’Austria, di cui tanto si è favoleggiato nei romanzi, primo fra tutti quello di Alexander Dumas, conobbe in realtà solo lunghe separazioni, silenzi glaciali e sporadicissime accensioni (gli unici due figli della augusta coppia, il futuro Luigi XIV e Filippo d’Orleans, nacquero dopo ben vent’anni di matrimonio, il primo nel 1638, il secondo nel 1640).

Voci insistenti e pervicaci, riprese da studiosi e biografi, gli attribuiscono invece ben due amanti: il cavaliere François de Baradas, che perse il favore del re contravvenendo ad una sua precisa disposizione contro i duelli e l’aitante Henri Coiffier de Ruzé, marchese di Cinq-Mars che lo seguiva spesso e volentieri durante gli spostamenti in giro per il regno. La sua fine fu tuttavia tragica: venne giustiziato per alto tradimento.

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