Gay Pride. In Brasile più di 3 milioni contro l'omofobia


Altro che Povia che vince l'edizione 2009 del Premio Mogol col suo cinguettar "Luca era gay"; altro che l'Europa delle omofobie, in qualche maniera Italia compresa. A San Paolo del Brasile, la tredicesima edizione del Gay Pride ha visto in piazza 3 milioni e mezzo di persone GLBT e gayfriendly, confermandosi la più grande manifestazione per i diritti nel mondo. Ve lo immaginate un Gay Pride italiano con così folta rappresentanza GLBT in piazza? Credo che i nostri politici comincerebbero seriamente a pensare a metter di penna e di legge alcuni nostri sacrosanti diritti. Con l'avanzar della bella stagione, si svolgeranno i Gay Pride negli States, a Montrèal, in tutto il Canada, in Oriente e in Europa.

Per più di cinque ore, una trentina di isolati del centro di San Paolo, sono stati invasi da musica, carri, maschere e i tanti bei colori raimbow. La parata è partita davanti alla sede del Museo d'Arte con lo slogan, lanciato dagli organizzatori: "Il diritto ad essere tutti uguali: niente di più, niente di meno". E ancora: "Senza omofobia, più cittadinanza per l'eguaglianza dei diritti". A vegliare sulla sicurezza dei partecipanti, più di mille uomini. Pare che le maschere andate per la maggiore, oltre a Madonna e Elvis, quella del neo presidente Usa, Obama. Finita la sfilata, la grande Avenida paulista è diventata una gigantesca discoteca al ritmo di musica house e techno. Si calcola che alla sfilata e alle altre manifestazioni parallele abbiano partecipato circa 400 mila turisti, con un giro d'affari di circa 98 milioni di dollari. Mica male, no?

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