Per l'Eurispes gli italiani amano i gay


Siamo proprio uno strano paese. Oppure qualcosa non torna nel rapporto con i politici e la società civile. Secondo l'ultima ricerca dell'Eurispes , il 52 e cinque per cento degli italiani considerano l'omosessualità una forma d'amore, esattamente come lo è l'amore eterosessuale. Solo un 33 per cento dice di tollerarla a patto che non ci siano ostentazioni e scende al 9,3 per cento il numero dei cittadini che non la sopportano e la definiscono immorale. Il Rapporto Italia 2009 dell'Eurispes ha preso come campionatura 1.118 italiani rappresentativi della popolazione e fa notare come si sia allargata la forbice di coloro che ci considerano alla stessa stregua degli amori eterosessuali; di coloro che ci "sopportano" e di coloro che ci ritengono ancora immorali. Ad essere più "accoglienti" le donne con un 55 per cento che accetta incondizionatamente gli omosessuali, mentre cresce il numero degli uomini che accettano l'omosessualità non ostentata.

Nonostante i tanti episodi di bullismo omofobo, resta molto alta la percentuale dei giovani che definiscono l'amore gay una forma d'amore. Quelli tra i 18 e i 24 anni sono il 61 per cento, con un punto in più dai 25 ai 34 anni e giù, giù fino a diventare il 33,9 per cento quelli dai 65 anni in su. Ovviamente il grado di istruzione conta molto; più è alto, più si ha accettazione verso l'omosessualità.

Sul fronte politico, la stragrande maggioranza che ha risposto che l'amore gay è uguale a quello eterosessuale, sta a sinistra (il 74,2 per cento); mentre tra coloro che si collocano nel centrosinistra la percentuale scende al 58,5 per cento. Sono invece il 41,7 per centro i centristi che rispondono positivamente all'equiparazione tra amore gay ed etero. Quelli che si dichiarano di centro-destra si dividono tra i centristi (44,8 per cento) e di destra (36,5 per cento). Numeri, diciamo, più che graditi.

Alla domanda su quale sarebbe la reazione se il proprio figlio rivelasse di essere gay, il 53,5 per cento del campione di Eurispes ha risposto che, sì, dopo una prima reazione di sorpresa, lo accetterebbero senza problemi; mentre un 12,7 per cento non riuscirebbe a gradire la notizia e un residuo 2,2 per cento farebbe un po' Povia: lo porterebbe da un medico. C'è però anche un quasi 14 per cento che chiederebbe al figlio di non parlarne più, mal sopportando la notizia.

Sul fronte delle unioni civili, forse la più bella delle sorprese, da far meditare seriamente i nostri cari politici. Quasi il 60 per cento si è dichiarato favorevole ad una qualsiasi forma di riconoscimento giuridico delle unioni gay. Un bel 40,4 per cento si dice favorevole addirittura al matrimonio civile tra persone dello stesso sesso. Qui sono più gli uomini che le donne a volere diritti civili: un 43 per cento contro un 37,8 per cento femminile. Politicamente, coloro che non vogliono né matrimonio nè alcun riconoscimento giuridico, sono più quelli a destra con il 66 per cento contro il 12,6 per centro nella sinistra.

Come è nelle cose, l'opposizione sale quando si parla di adozioni. Una minoranza che tocca il 19 per cento degli intervistati, si dice favorevole all'adozione per le coppie omosessuali, riducendo di otto punti percentuali coloro che si erano detti favorevoli in una indagine fatta nel 2003. Insomma, sono bei numeri, contando un'Europa che pare più conservatrice e un'Italia che sembra dimenticarsi delle persone omosessuali se non quando si parla di violenza e negazioni di diritti. Purtroppo, nonostante gli italiani, non credo che i nostri politici si occuperanno di questi numeri e quindi dei nostri diritti. Lì, forse, alberga ancora molto pregiudizio con vaghe venature di omofobia. E poi... chi li sente quelli d'Oltretevere?

Fonte: ADNKronos

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