Chiedi asilo? Allora fai il test che attesti l'omosessualità

Come definire queste domande? Imbarazzanti, invadenti? Insensibili? Alla fine certamente incapaci di definire un orientamento sessuale.

Asilo politico

Per chiedere la prova di un'effettiva omosessualità, a donne in fuga da paesi dove essere gay è un reato, alcuni giudici hanno apostrofato così le profughe, con domande, inefficaci, e non comprovanti. Hai mai letto Oscar Wilde? (Pochi non lo hanno fatto) Sei mai stata a un Gay Pride? (io, per esempio, più volte, pur essendo etero). Che locali hai frequentato? Come se tutto questo potesse passare per un test sull'omosessualità.

L'esistenza di un questionario per profughi e rifugiati, è stato denunciato in Inghilterra dalla ricerca dell'Università di Southampton, firmata da Claire Bennett, alle pagine del The Indipendent.

La Bennet ha trascorso oltre un anno fianco a fianco a donne in fuga da uno dei centoquattro Paesi che considerano l'omosessualità perseguibile penalmente, l'intento era tracciare il loro percorso di richiesta d'asilo.

I dati parlano chiaro, come riporta il Corriere, esiste un rapporto Europeo, il Fleeing Homophobia che spiega quante, delle oltre diecimila mila domande di asilo in Gran Bretagna, vengano respinte. Secondo quanto riportano le associazioni, sono circa il 98%. Bisogna rispondere a dei requisiti precisi fatti di sterotipi e pregiudizi. Secondo quanto una delle intervistate aha spiegato alla Bennet, il singolo esaminatore delle richieste:

ha in mente uno stereotipo di lesbica ben preciso, con capelli corti e non truccata (ci si aspetta) che una lesbica sia in un certo modo, sia per quel che riguarda l’aspetto, sia per il comportamento.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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