Sergio Rovasio (Radicali): "Cari gay e lesbiche lottiamo contro questa squallida politica"


Nel giugno del 1988, Sergio Rovasio ideò, insieme a Paolo Pietrosanti e Ivan Novelli la campagna "Pioggia artificiale sulla parata militare". Durante la sfilata del 2 giugno, grazie alla tecnologia avrebbero fatto piovere su Via dei Fori imperiali. Quel giorno, protetti da chissà quale santo o diavolo, venne giù il diluvio per tutta la durata della manifestazione. La stampa allibita quasi ci credette tanto che il Ministero della Difesa diramò un comunicato dicendo che non esisteva alcuna tecnologia segreta e che forse era un caso-burla quello di Rovasio & C. Ma per Sergio e i Radicali si aprirono le strade della comunicazione e dell'ascolto, seguita da altre splendide iniziative a favore dei diritti civili. Sergio Rovasio, torinese, è Radicale dall'età di 16 anni, ha vissuto a Bruxelles e New York e oggi a Roma dove presiede il gruppo parlamentare Radicale con la tenacia e la passione che ha in dote. E' anche segretario nazionale di Certi Diritti, l'associazione che si occupa delle battaglie GLBT, aperta ad ogni iniziativa che possa aiutare le coppie e i singoli GLBT. E tra le tante altre cose, Sergio è anche un bel ragazzo, che non guasta di questi tempi. In nome dell'amicizia che ci lega da diversi anni, gli chiedo di parlarci di queste elezioni, dei Radicali e di cosa ci dobbiamo aspettare come popolo GLBT da questa nuova Europa.


Sergio, che tipo di campagna elettorale è stata per voi Radicali?

E' stata una campagna elettorale durissima, all'insegna della richiesta del rispetto delle regole, contro l'arroganza del potere che si è manifestato in tutte le sue forme più becere. I nostri leader hanno avviato una forma di lotta nonviolenta estrema per chiedere spazi di informazione negati, e quei minimi che ci sono stati nei Tg li abbiamo ottenuti grazie a denunce alla Procura e ordini del Garante innanzitutto contro la Rai. Un altro capitolo della Peste italiana... consiglio di leggere questo straordinario documento, su www.radicali.it, che raccoglie 60 anni di illegalità diffusa nel nostro paese.

Onestamente, vi aspettavate questo risultato deludente?

Non siamo rimasti così delusi perché non ci eravamo illusi. Alle scorse europee avevamo avuto un risultato leggermente inferiore mandando a Bruxelles due deputati. Diciamo che con questo risultato dimostriamo di essere vivi per andare avanti e continuare la nostra lotta per la libertà e la laicità.

Molti gay, lesbiche, trans, sanno del vostro impegno, anche in Europa, sui diritti GLBT. Questa vittoria delle destre è un bene o un male?

No, è un male perché l'Italia vive in controtendenza su molti fronti e la responsabilità è innanzitutto delle destre. Qui siamo ancora ad una destra con forti influenze clericali e ispirata a principi autoritari ed egoistici piuttosto che una destra alla Aznar o ispirata a quella liberale della destra dei paesi anglosassoni.

Cosa non funziona nella politica europea sui diritti GLBT?

Purtroppo l'Europa e le sue istituzioni hanno deciso di lasciare ai singoli paesi le politiche sulla famiglia, con il risultato che in Italia, così come in Polonia e in Grecia, assistiamo ad una totale paralisi nel campo delle riforme del diritto di famiglia e sui diritti civili. In questi paesi vi è una forte genuflessione della classe politica ai voleri della chiesa e questo nonostante l'Europa chieda ai paesi membri adeguamenti normativi in questo campo. Questa situazione determina delle contraddizioni assurde per cui una coppia gay sposata in Spagna non è riconosciuta in Italia e così via...

Con questi risultati elettorali l'Italia arretra o può avvicinarsi alla politica dei diritti GLBT?

Direi proprio di no. Da noi vince una cultura politica ispirata dall'egoismo, dall'esclusione del diverso, dalla paura e dal terrore. Si vuole una famiglia tipo 'mulino bianco' con gli uccellini che fanno cip cip e il praticello verde davanti casa, rigorosamente composta da uomo-donna-figli. Poi che gliene frega se la stragrande maggioranza delle coppie non fanno figli o se i matrimoni sono in forte calo o se quasi tutti i nostri leader del centro-destra sono divorziati. Vince l'ipocrisia e la falsità che impone di nascondere le cose fastidiose sotto il tappetpo. E poi i gay, quelle persone che vanno trattate con pietà... ma andassero a farsi fottere!

Condivido, andassero a... Senti, cosa farete ora?

Continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto: lottare per la libertà, la responsabilità e l'autodeterminazione delle persone, delle donne, delle lesbiche, dei gay. Continueremo a lottare per difendere i 'diversi', i più deboli, i senza volto, i senza nome come le persone transessuali. Lotteremo per riformare questa squallida politica che farà incamerare a lor signori centinaia di milioni di euro di 'rimborsi elettorali'. Altro che la propaganda per l'abbassamento del numero dei parlamentari, cominciassero ad eliminare i rimborsi elettorali.

E' giusto pensare che la mancanza di persone apertamente GLBT nel Parlamento Europeo potrebbe farci arretrare sulla politica dei diritti?

Con l'avanzamento delle destre si corre il rischio di una forte involuzione. Ma ci sono candidati ed eletti della comunità GLBT per cui non mi preoccuperei così tanto. Ripeto: il fenomeno riguarda innanzitutto l'Italia che è tra i paesi più importanti dell'UE e che cerca di promuovere la sua peste partitocratica, clericale e antilaica in Europa. Finora, per fortuna, non è stata molto ascoltata, ma...

Dopo questa consultazione, con chi pensate di fare alleanze in sede nazionale?

A fine giugno ci siamo dati appuntamento a Chianciano per una grande Assemblea di tre giorni. Inviteremo i Verdi, i Liberali, i Libertari, i laici e poi parlamentari, personalità e tutti coloro che non si vogliono arrendere e vorranno lottare con noi. E' del tutto ovvio che invitiamo te, Queerblog, e con tanto affetto tutti i gay, lesbiche, transessuali, bisessuali.

Ci dovrebbe preoccupare l'avanzata in Europa di una destra xenofoba e di un PPE in forte rappresentanza parlamentare?

Certo, è l'avanzata dell'egoismo, della paura, del rifiuto del diverso. E' anche l'avanzata della tradizione piuttosto che dell'innovazione culturale e politica. Occorre saper guardare con coraggio e speranza a un domani migliore, per tutti noi. Dobbiamo essere aperti al mondo e governare i fenomeni anziché restare rinchiusi nel nostro orticello. Purtroppo sta vincendo la cultura delle patrie contro la patria europea. Vince la diffidenza, ad esempio verso la Turchia, invece che l'apertura a un mondo che promuove democrazia. E poi ci lamentiamo se vincono i fondamentalisti religiosi...

A parte ILGA, chi può oggi rappresentare il popolo GLBT in Europa?

Spero che nel nuovo Parlamento europeo si ricostituisca subito l'intergruppo GLBT composto da deputati europei, funzionari e assistenti parlamentari. Alcuni deputati europei garantiranno i nostri diritti come gli eletti del partito olandese D66 che è molto simile ai Radicali italiani. E poi ci sono i socialisti spagnoli e francesi che sono molto attenti ai temi dei diritti. Vedremo cosa di nuovo uscirà fuori, speriamo come e più di prima e non peggio.

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