Efebos, il romanzo perduto del compositore Karol Szymanowski

Karol Szymanowski non fu solo un musicista tra i più acclamati del secolo scorso, ma anche uno scrittore ed un poeta di talento.

Karol Szymanowski

Dei suoi scritti oggi rimane ben poco, tuttavia in quei pochi frammenti che sono giunti fino a noi vi è il segno chiaro e deciso di una mano felice. Di una mente che ci appare squisitamente estrosa. Irresistibilmente vivace. Nato in una famiglia della piccola nobiltà polacca, Karol Szymanowski (1882-1937) studiò pianoforte fin da piccolo, mostrando una predisposizione non comune per la musica e la composizione. Ma fu il suo lungo viaggio in Sicilia ed in Algeria a segnare una svolta nella sua vita. Fu qui nel cuore antico del Mediterraneo che l’artista, malato di tubercolosi, scopri un’omosessualità disinibita. Una passione che per la prima volta osava sfidare, senza paure, la luce piena del sole.

Una rivelazione che lo cambiò in profondità. Ritornato in Patria, Szymanowski si innamorò follemente del giovanissimo Boris Kochno, futuro amante e collaboratore di Sergei Diaghilev, a cui regalò una traduzione dal russo di un capitolo del suo romanzo ora andato perduto Efebos e tutta una serie di affocate poesie scritte in francese. Un amore il loro breve ma intensissimo. Del resto Szymanowski, caso più unico che raro, non fece mai mistero della propria omosessualità. Una disinvoltura che gli costò probabilmente cara, ma che non gli impedì però di raggiungere il successo. Di conquistare, in un colpo solo, stima e ammirazione di pubblico e critica.

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