Quanto vale il voto gay


Raccontano che Ivan Scalfarotto, gay dichiarato, candidato al Parlamento Europeo nel PD, abbia avuto un'idea geniale per la sua campagna elettorale: ha riempito Milano di piccole piantine di "fiori di vetro", rosse e bianche. La gente ne ha fatta ovvia incetta. Beh, ragazze e ragazzi, domenica si aprono le urne e si deciderà per i 72 rappresentanti che andranno a Strasburgo e a Bruxelles. Diciamocela tutta: la campagna elettorale, a destra e a sinistra, si chiude senza che i cittadini siano stati informati sulle politiche comunitarie. Siamo stati veicolati su temi interni, strattonati su veline e faccendieri col risultato che i mass media esteri ci hanno dipinto come un paese alla deriva. Men che meno sono stati toccati i temi a noi cari, che in Europa hanno valenza e ascolto. Tutto questo, ed altro che tralasciamo per pietas italica, porterà davvero a quel che profetizzano i sondaggisti, ovvero un esacerbato numero di astensionisti? Io credo che il voto, essendo un diritto, va onorato, e va sostenuto decisamente il voto gay. In una lettera da noi pubblicata, un lettore poneva un serio dubbio: un gay (anonimo) chiedeva cosa fare di fronte a un candidato gay (velatissimo) in quota UDC. Nei commenti è venuta fuori una serie di dichiarazioni di voti che lasciano intendere il frastagliamento delle intenzioni di voto delle persone. Uno tra loro scriveva: "ma davvero esiste qualcuno che vota un candidato solo perché gay?". Credo di no, anche se il candidato omosessuale, personalmente, avvantaggia sulle discussioni sui diritti, riesce ad avere una visione più sincera e imparziale su come si muove l'Europa sui diritti GLBT e su come spingere l'Italia a recepire le direttive UE che ci riguardano.

In questi anni a Bruxelles, comunque la pensiate, c'è stato un giovane radicale, tal Ottavio Marzocchi, che ha fatto da solo quel che i nostri parlamentari glbt non sono riusciti nel nostro Parlamento; pare sia proprio lui ad essere riuscito a far bocciare Buttiglione, raccogliendo un dossier che ha convinto gli europarlamentari. Lui a tastare il polso nelle commissioni dove si parlava di diritti glbt e con Marco Cappato, sono riusciti a fare cose veramente incredibili coinvolgendo non solo le sinistre ma anche le destre progressiste europee. Poi, puntualmente, quando si trattava di diritti omosessuali, l'Italia cercava di prendere tempo o di fare orecchie da mercante.

Dicono che questo voto europeo, porterà le destre al trionfo, le sinistre alle sconfitte e i centristi a trattare col miglior offerente. Votate secondo coscienza, votate perché coloro che andranno ad occupare gli scranni europei, siano degni rappresentanti delle nostre e altrui speranze perché l'Italia sia europeista anche sui temi GLBT. I candidati omosessuali vanno sostenuti, credetemi, perché in tutti questi anni il parolaiume di destra e di sinistra è il risultato del nulla e del silenzio tragico. Se un partito ha ideologie omofobe non va sostenuto, altrimenti poco vale poi lamentarsi; lasciate che sia la Binetti ad indossare il cilicio, noi aspiriamo ad una vita migliore che sia di pari dignità con quella degli amici eterosessuali o quella della famiglia tradizionale. Abbiamo diritto ai diritti!

Arcigay, ha da tempo pubblicato un elenco di candidati lgbt ; dategli una scorsa e trovate con serietà e impegno il candidato che può davvero rappresentarvi. Credo servano, in questi casi, le parole di Aurelio Mancuso: «Ribadendo la nostra autonomia dai partiti, in occasione delle elezioni europee invitiamo le persone LGBT a guardare ai propri concreti diritti e quindi a distinguere chi saprà difendere richieste fondamentali come la libera circolazione delle persone LGBT che porterà al riconoscimento reciproco di tutti i matrimoni o saprà contribuire ad un’azione internazionale per la denuncia delle violazioni dei diritti umani.» Come molti sanno, ci sono candidati GLBT a destra (pochi, visto che molti tabù ancora pervadono la nostra destra); e a sinistra, come Alessandro Zan o Nichi Vendola o Imma Battaglia. Non va dimenticato che molti si presentano per un impegno politico in ambito territoriale, ma la maggioranza, ci auspichiamo, andrà a Strasburgo, ottima sede per combattere l'omofobia insieme a tanti loro colleghi - anche della destra europea, diversissima dalla nostra - e a dare voce a tutta la nostra amatissima comunità.

Domani, silenzio elettorale e da lunedì sapremo di una Europa diversa, speriamo migliore perché migliore è diventato il suo popolo. Noi, come gay o gayfriendly, abbiamo la responsabilità, col nostro voto, di una vita migliore o peggiore per noi, per i nostri amori, per le tante ragazze e ragazzi GLBT che soffrono di omofobia e disprezzo. Dare un voto a chi è seguace del disprezzo e dell'omofobia vuol dire avvallare ogni disprezzo e omofobia verso noi stessi. Buon voto allora, amiche e amici cari, e che questa Italia, grazie anche a voi, possa finalmente entrare in Europa con tutti i diritti che ci faranno ancora più liberi e lontani dalle catene vaticane.

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